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Politica

Minzolini, Zanda: serve voto palese, Pd vota per accogliere dimissioni

Minzolini, Zanda: serve voto palese, Pd vota per accogliere dimissioni
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di red/ala

“So bene che per le votazioni riguardanti le persone il regolamento del Senato prevede il voto segreto e che questa prescrizione non può essere contraddetta neanche con un voto dell’Aula. Ma sarebbe molto utile, per la dignità del Senato, essere chiamati oggi a votare con voto palese. Nel Parlamento italiano il voto segreto ha perso gran parte del suo valore. Ormai serve ben poco a proteggere l’espressione libera dei parlamentari chiamati a esprimersi su questioni che attengono alla loro coscienza e sulle quali il voto dev’essere messo al riparo sia dal mandato imperativo del partito d’appartenenza, sia da pressioni irragionevoli della pubblica opinione”. Così, nell’Aula del Senato, il capogruppo del Pd Luigi Zanda interviene sulle dimissioni del senatore Minzolini. E spiega: “Troppo spesso il voto segreto è stato utilizzato per manovre politiche e operazioni di potere che nulla hanno a che vedere con la coscienza dei parlamentari. Il voto segreto ha progressivamente cambiato natura: non più voto di coscienza o su alti valori politici, ma molto più modestamente un voto di opportunità politica spicciola. Aggiungo – prosegue Zanda – che ai cittadini il voto segreto piace poco. Hanno diritto di sapere come votano i loro rappresentanti, sono stanchi del balletto di accuse e contro accuse che, puntualissimo, si ripete a ogni votazione a scrutinio segreto, quando pubblicamente si dichiara il contrario di quel che poi si vota in segreto. Voglio esprimere l’auspicio che nella prossima legislatura la disciplina del voto segreto venga modificata”.  “Il gruppo del Pd – continua Zanda – voterà per l’accoglimento delle dimissioni del senatore Minzolini che ha ripetutamente espresso la volontà di lasciare il Senato”, e lo ha fatto “sempre annunciando di voler abbandonare la carica di senatore a prescindere dall’esito della votazione con la quale veniva deciso sulla sua decadenza. Quella votazione ha respinto l’ipotesi di decadenza, ma il senatore Minzolini ha detto chiaramente che per lui si trattava di una questione d’onore e anche di una posizione politica con la quale intendeva rafforzare la sua dichiarazione di innocenza rispetto alle risultanze del procedimento che lo ha visto soccombere in Cassazione. In sostanza, Minzolini si è dimesso da senatore anche per confermare che non intendeva difendere la sua poltrona, ma ribadire la sua innocenza. È un atto che dobbiamo apprezzare e rispettare”. Per Zanda, inoltre: “Le dimissioni sono anche una conseguenza della sua volontà di tornare alla professione di giornalista. Aspirazione naturale, comprensibile, positiva. Queste legittime e ragionevoli espressioni di volontà portano ad escludere che il senatore Minzolini possa essere stato indotto alle dimissioni da circostanze esterne alle sue personali convinzioni e anche, per la fermezza con la quale sono state manifestate, che possa rivedere il suo orientamento e ritirare le dimissioni”.