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Esteri

Idlib, Lavorv a Ayrault: a rischio il cessate il fuoco nel Paese, provocazione deliberata

Il ministro degli esteri russo: serve inchiesta oggettiva e davvero indipendente
fonte: ilVelino/AGV NEWS/Sputnik
di red/ilp

Mosca ritiene che gli avvenimenti avvenuti nella provincia siriana di Idlib sono una provocazione e un tentativo di minare il cessate il fuoco nel paese. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov parlando al telefono con il suo omologo francese Jean-Marc Ayrault. “Durante la discussione della situazione in Siria, S. Lavrov ha sottolineato ancora una volta che la Russia ritiene che i fatti del 4 aprile a Khan Shaykhun siano una provocazione deliberata, volta a minare il cessate il fuoco e la soluzione politica del conflitto in Siria” si legge in una nota del ministro. Lavrov ha ribadito l’appello pechè venga condotta una “indagine oggettiva e veramente indipendente su quei fatti” che hanno causato la morte di circa 80 persone e 200 feriti tra i civili. Fatti di cui sono accusate le truppe del governo siriano anche se Damasco ha smentito le accuse dichiarando di non possedere armi chimiche.

Moscow considers the chemical weapons incident in the Syrian province of Idlib a provocation and an attempt to undermine the ceasefire in the country, Russian Foreign Minister Sergey Lavrov said Wednesday in phone talks with his French counterpart Jean-Marc Ayrault. “During the discussion of the situation in Syria S. Lavrov stressed again that the Russian side considers the April 4 incident with the use of chemical weapons in Khan Shaykhun a deliberate provocation, aimed at undermining the ceasefire and political settlement in Syria,” the Russian Foreign Ministry said in a statement. Lavrov reiterated call for the “truly independent objective investigation” of the attack, the ministry added. On April 4, a chemical weapons incident in Syria’s Idlib province claimed the lives of some 80 people and inflicted harm on an additional 200 civilians. The Syrian National Coalition of Revolutionary and Opposition Forces, as well as a number of Western states, accused the Syrian government troops of carrying out the attack, while Damascus has refuted these allegations, saying it did not possess chemical weapons.