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Esteri, Siria

Siria, Mattarella: Russia usi sua influenza per evitare attacchi con armi chimiche

“Registriamo con soddisfazione un dialogo bilaterale tra Roma e Mosca positivo e produttivo, in tutti i settori. Sono rapporti basati sulla fiducia e sul rispetto reciproci. Lo testimoniano la frequenza dei contatti politici, la profondità delle relazioni economiche ed energetiche
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Redazione

L’ultimo attentato terroristico nella metropolitana di San Pietroburgo rafforza ulteriormente la convinzione “dell’assoluta necessità di una sempre più ampia, stretta e determinata collaborazione di tutti i Paesi e tra Russia e Italia per prevenire l’emergere del radicalismo e combattere la barbarie del terrorismo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine dei colloqui con il presidente della Federazione Russa Vladimir Vladimirovic Putin. “Una visita – ha spiegato il capo dello Stato – che ci consente e ci ha permesso di dialogare sui principali temi dell’agenda bilaterale, in molteplici settori, e sulle questioni più rilevanti e urgenti dell’attualità internazionale. Registriamo con soddisfazione un dialogo bilaterale positivo e produttivo, in tutti i settori. Sono rapporti basati sulla fiducia e sul rispetto reciproci. Lo testimoniano la frequenza dei contatti politici, la profondità delle relazioni economiche ed energetiche – che ci auguriamo possano divenire sempre più ampie e diversificate, sulla base di interessi convergenti e della complementarietà delle nostre economie – e lo dimostrano anche la tradizionale vivacità dei rapporti culturali e i partenariati innovativi, ad esempio nell’ambito del contrasto alla criminalità e nel comparto spaziale e scientifico-tecnologico.

A quest’ultimo proposito registriamo con particolare favore il rinnovo – durante questa visita – dell’accordo per la ricerca nel campo delle scienze fondamentali tra l’Istituto nazionale di Fisica Nucleare italiano e il Centro Congiunto per la Ricerca Nucleare di Dubna. La cultura lega storicamente russi e italiani, tradizionalmente e particolarmente i giovani. Quello sui giovani – sulla loro mobilità, sulla loro capacità e possibilità di esprimersi, sulla loro creatività – è un investimento di assoluta rilevanza per ogni Paese ed è suscettibile di esercitare effetti positivi. E si basa essenzialmente sulla comune sensibilità culturale, quella sensibilità – e ne sono grato ancora – che ha indotto la Russia a restaurare il monumento de l’Aquila. Abbiamo naturalmente passato in rassegna i principali scenari di crisi. Il moltiplicarsi, sul piano internazionale, di focolai di tensione e di conflitto e la preoccupante tendenza alla polarizzazione delle posizioni negoziali alla quale assistiamo deve indurci a riflettere intensamente sulla necessità di moltiplicare atteggiamenti e scelte responsabili e di consolidare iniziative di dialogo.

Per quanto riguarda la Libia, l’Italia è convinta che non esista una soluzione militare alla crisi e che l’Accordo di Skhirat e la conseguente, unanime risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU costituiscano la cornice legittima per una soluzione politica. Contiamo sull’atteggiamento costruttivo da parte di Mosca e sulla piena comprensione della grande importanza che per l’Italia riveste la stabilizzazione della Libia stessa e di tutto il Mediterraneo. Riguardo alla Siria, i drammatici fatti della settimana scorsa dimostrano l’urgente esigenza di trovare soluzioni condivise alla crisi, soluzioni che devono scaturire da un dialogo a molteplici livelli: tra parti siriane oggi contrapposte, tra attori regionali e nell’ambito della comunità internazionale nel suo complesso. Si deve lavorare per una soluzione politica sostenibile, sotto l’egida dell’ONU e nel percorso tracciato dai negoziati di Ginevra. Lo si deve alle centinaia di migliaia di vittime e feriti causati da una violenza insensata, lo deve ai milioni di profughi e sfollati.

L’uso di armi chimiche – o comunque bandite dalla Convenzione di Ginevra – è inaccettabile. Auspichiamo che Mosca – come tutti – possa esercitare tutta la sua influenza per evitare che attacchi simili possano ripetersi e riteniamo fondamentale il principio dell’accertamento delle responsabilità delle violazioni più gravi e del loro perseguimento. Ci auguriamo che quanto avvenuto solleciti con immediatezza tutti gli attori della crisi, particolarmente i più autorevoli, a mettere in campo sforzi comuni per superare l’attuale, intollerabile, situazione. L’Italia è pronta a fare la sua parte, sia nel quadro dell’importante sforzo portato avanti dall’Unione Europea – di cui la conferenza di Bruxelles rappresenta uno sviluppo incoraggiante – sia in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Abbiamo naturalmente affrontato anche la situazione in Ucraina. L’Italia è molto preoccupata per l’assenza di sviluppi significativi sul terreno e di evoluzioni positive sul piano politico. Riteniamo che nessuno, non la Russia, non l’Europa, né l’Ucraina trarrebbero beneficio da una situazione di prolungata instabilità al cuore del continente. Pertanto, e nell’apprezzare il rilevantissimo e prezioso ruolo dell’Osce sul terreno, rinnoviamo la nostra fiducia nei confronti degli sforzi negoziali del Formato Normandia, in base agli Accordi di Minsk, e auspichiamo che la Russia eserciti tutta la propria influenza per il consolidamento del cessate-il-fuoco, per una rapida de-escalation e per la stabilizzazione del Paese, richiesta che rivolgiamo a tutti gli attori di quel teatro di crisi. Ringrazio molto il Presidente Putin per l’accoglienza, per l’amicizia dimostrata in questa visita e gli esprimo molti auguri”.