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Pd, Orlando a Renzi: Matteo dove ti sei rintanato? Senza nostro popolo non siamo niente

Difficoltà dovute a “grave mancanza di chiarezza su alleanze. Serve unità centrosinistra”
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di redazione

C’è stata una “grave mutazione del Pd: noi da partito del riscatto rischiamo di diventare partito della rivincita” nel tentativo “di rimuovere il risultato del 4 dicembre. E quindi di essere l’elemento di instabilità sistema”. Lo ha detto Andrea Orlando nel corso della Conferenza programmatica a Napoli. Nel corso della quale ha delineato cosa debba essere posto al centro dell’azione del Pd. “Uguaglianza” ha scandito Orlando sottolineando che il partito debba occuparsi di quelli che non ce la fanno. “Quando dici che tutto va bene, ‘che ce l’abbiamo fatta’ in una famiglia dove un figlio non trova lavoro e un altro non può andare all’università perché non può permetterselo, non solo ti sentono distante ma finiscono anche leggermente per incazzarsi” dice il candidato alla segretaria del partito che a Matteo Renzi: “Dove ti sei rintanato, Matteo? Saniamo la frattura col popolo, andiamo nelle scuole, nelle fabbriche nelle imprese: non sarà facile dovremo scalare un muro di ostilità e diffidenza. Senza di loro noi non siamo niente”. “Il Pd deve uscire dall’isolamento nel quale si è cacciato. E credo che in parte le difficoltà siano dovute alla grave mancanza di chiarezza sulle alleanze e sulle prospettive. Dobbiamo ricostruire un nuovo centrosinistra con idee ambiziose che devono essere supportate dall’unità” ha detto il candidato alla segreteria del Pd Andrea Orlando che ha tuonato contro la logica del ‘ciaone’ “Che prima o poi ti torna indietro e fa male all’Italia”. E’ il momento “di fare insieme, bene, Uniti” ha detto Orlando. Che pensa a “Pisapia e a tanti altri che stanno organizzando esperienze civiche: è così che si riformano le classi dirigenti”. “La scissione è stato un errore tragico, come pure la diaspora di chi ora ha smesso di fare politica e magari si è impegnato altrove” ha detto Orlando sottolineando come nel Pd paradossalmente oggi “aumentano gli iscritti, ma diminuiscono gli elettori”.