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Economia

Vendite al dettaglio, Confcommercio: ripresa resta fragile

Quella segnalata dall’Istat è la peggiore variazione tendenziale in volume da agosto 2014
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di com/glv

E’ la peggiore variazione tendenziale in volume da agosto 2014, un’evidenza su cui pesa il confronto con un 2016 bisestile. In ogni caso, la debolezza dei consumi nel primo bimestre del 2017, confermata dall’incerto clima di fiducia, è un segnale di allerta sulle dinamiche della nostra economia. Questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio ai dati sulle vendite al dettaglio a febbraio diffusi oggi dall’Istat. La ripresa, dunque, – continua la nota – rimane fragile, anche in ragione dei diversi ostacoli che la finanza pubblica, stressata da un debito che non accenna a diminuire, pone sul percorso di sviluppo della produzione e dell’occupazione. In febbraio è stata particolarmente colpita la domanda di beni alimentari sui cui hanno anche pesato gli effetti della repentina ripresa dei prezzi, fortunatamente in riduzione a marzo. Resta il fatto che le famiglie torneranno a fare i conti con un fenomeno sopito, se non dimenticato: l’inflazione. Che essa sia originata da tensioni internazionali non mitiga, sulla programmazione quotidiana degli acquisti, il suo effetto negativo attraverso la compressione del potere d’acquisto. L’incertezza sul fronte interno dovuta alle due manovre, la piccola, più prossima, da 3,4 miliardi di euro, e la grande, per il 2018, relativa a quasi 20 miliardi di euro di aumenti programmati dell’Iva, non aiuta certo – conlcude l’Ufficio Studi – il rilancio dei consumi, il rafforzamento degli investimenti e l’espansione dell’occupazione, quest’ultima in frenata dallo scorso mese di giugno.