Did you know we have an international section? Click here to read our news in your english!
X

Accedi

Calabria

‘Ndrangheta, agevolazioni clan Cordì: coinvolto ex consigliere provinciale

Ruolo primo piano per famiglia Circosta
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di N&C

Nell’operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Locri, che ha portato all’arresto di 15 persone con l’accusa di truffa aggravata, abuso d’ufficio e frode nelle pubbliche forniture, tutti aggravati dalle modalita’ mafiose, i fatti delittuosi sono stati caratterizzati dal modus operandi della famiglia  dei Circosta e, in particolare dalla “regia” di Pietro Circosta e dell’avvocato Luca Maio, quest’ultimo già nella sua qualità di consigliere della Provincia di Reggio Calabria. “In tale veste Maio – scrivono gli investigatori – si interessava ad entrambi gli iter amministrativi relativi agli immobili oggetto di indagine e comunque quale “…socio di fatto, cointeressato, beneficiario delle vicende delle società dei Circosta sin dalla loro costituzione”. Invero, “del tutto preoccupante è la messa a disposizione da parte dell’avvocato Luca Maio della sua professionalità, anche nella intrapresa carriera politica, per perseguire senza pudore alcuno, interessi illeciti in danno della cosa pubblica ed a vantaggio di una cosca di ‘ndrangheta”. Le condotte illecite contestate dal gip del Tribunale di Reggio Calabria sono state perpetrate sicuramente grazie alla collusione di soggetti appartenenti a varie amministrazioni pubbliche, che “…non hanno avuto alcuna remora a realizzare tali condotte senza neanche curarsi dei conseguenti potenziali rischi per la sicurezza e l’incolumità degli studenti…”, con persone che rappresentavano gli interessi della criminalità organizzata locrese (cosca Cordì) quali i fratelli Antonio e Rocco Maiorana, soggetti già emersi nell’ambito dell’operazione di polizia denominata convenzionalmente “Primavera” (eseguita sempre dai carabinieri di Locri alla fine degli anni ‘90) quali persone vicine al defunto Cosimo Cordì e con accertate frequentazioni con appartenenti alla ‘ndrina Cordì e fratelli di Franco Maiorana, condannato nell’ambito dell’operazione “Sharks” (eseguita nel 2009 dai carabinieri) che ha colpito il clan Cordì per un giro di usura nel territorio del comprensorio locrideo. I capi di imputazione degli odierni indagati hanno riguardato incensurati e liberi professionisti, tra cui avvocati, ingegneri, architetti, geometri. Dallo spaccato emerso dalla copiosa ordinanza si denota, purtroppo, ancora una volta, una posizione per lo meno da definire ambigua ricoperta da molti imprenditori della locride: pare che gli stessi, in tal senso, abbiano concretamente contribuito – pur senza farne formalmente parte. Quanto accertato dai carabinieri di Locri con l’operazione odierna, sviluppata anche grazie ad una complessa ed articolata attività di indagine ed all’analisi di migliaia di atti e documenti amministrativi, ha appalesato un danno di diversi milioni di euro per la Provincia di Reggio Calabria (versati in totale, dal 2003 al 2016 alle ditte vicine alla ‘ndrina Cordì). Nel medesimo contesto sono stati sottoposti a sequestro preventivo i due istituti scolastici in questione per un valore complessivo di circa cinque milioni di euro nonché, sono in corso per undici indagati, sequestri finalizzati alla confisca per equivalente di beni per un valore complessivo di oltre sette milioni di euro (tra beni immobili, autovetture, polizze assicurative, somme di denaro depositate presso istituti di credito, finanziarie, o rimesse presso Case da Gioco, in Italia e all’estero)”.