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Cronaca

Vittorio Emanuele di Savoia festeggia 80 anni

‘Sono felice di aver potuto rivedere il mio paese’. ‘Non ho mai pensato di diventare re’
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di com/onp

‘Sono partito per l’esilio con i miei genitori quando avevo 9 anni e ne ho vissuti 56 lontano dalla mia patria, l’ho guardata da lontano e oggi ho la gioia di poterci trascorrere molto tempo’. Così, sul numero di Chi in edicola mercoledì 5 aprile, il principe Vittorio Emanuele di Savoia, figlio dell’ultimo re d’Italia, inizia il ricordo dei propri 80 anni. ‘Il più bel ricordo degli ultimi anni è senza dubbio il mio rientro in Italia. Ho scelto di tornare nella città da cui ero partito e in cui sono nato, Napoli. Poi, il matrimonio di mio figlio Emanuele con Clotilde: ho la gioia di avere due bellissime nipoti, Vittoria e Luisa. E ancora, la presenza delle mie sorelle, Maria Pia, Maria Gabriella e Maria Beatrice. A differenza di quanto è stato scritto, siamo una famiglia unita. E, infine, l’udienza privata con papa Francesco in occasione dell’ostensione della Sindone. Il Pontefice ci ha accennato qualche parola in piemontese!’. ‘Vorrei cancellare dai miei ricordi l’esilio. Per me è stato dolorosissimo viverlo e ancora di più vedere la sofferenza di mio padre. Il suo desiderio di rivedere l’Italia non si è potuto realizzare. Per il resto, ho attraversato alcune tempeste perché portavo un nome importante, ma non sono riuscite a piegarmi’. ‘Oggi l’Italia è un Paese scosso da una crisi terribile, che colpisce soprattutto i giovani, costretti ad andare all’estero. Mi addolora vedere che l’Italia ha dimenticato le sue radici ed è ben poco orgogliosa della propria storia e identità (…) I Savoia hanno lasciato il bene più grande: la sua unità. Per quanto riguarda la mia famiglia desidererei un gesto di riconciliazione: la sepoltura al Pantheon di Roma dei miei nonni, il re Vittorio Emanuele III e la regina Elena e dei miei genitori Umberto II e Maria José. Continuerò a battermi perché accada’.’Mia madre e mio padre ebbero sempre simpatie antifasciste. Mia madre cercò fin dal 1942 di esplorare la possibilità di una pace separata con gli anglo-americani attraverso la mediazione del Vaticano. L’ipotesi di una mia ascesa al trono con la reggenza, affidata a mia madre o al maresciallo Badoglio, fu invece avanzata nel 1944. Ma è ovvio che si trattasse di una manovra per creare una spaccatura all’interno della famiglia reale’.