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Economia, Lavoro

Lavoro: nel 2016 venduti 134 milioni di voucher (+24%)

Cresce l’occupazione nel IV trimestre dell'anno scorso; 136 mila gli infortuni sul lavoro (-0,6%)
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Redazione

Nel 2016 i voucher venduti sono stati 134 milioni, il 24% in più rispetto all’anno precedente. Nel quarto trimestre del 2016 sono stati venduti 32,8 milioni di unità (30,6 milioni nel quarto trimestre 2015) con una sensibile riduzione nel tasso di crescita tendenziale (+7,2% rispetto a +25,3% nel terzo, +32,2% nel secondo e +35,7% nel primo). È quanto emerge dalla nota relativa al quarto trimestre 2016 sulle tendenze dell’occupazione pubblicata oggi da Istat, ministero del Lavoro, Inps e Inail. Gli infortuni sul lavoro accaduti e denunciati all’Inail nel quarto trimestre del 2016 – aggiunge la nota – sono stati 136 mila (115 mila in occasione di lavoro e 21 mila in itinere) in diminuzione dello 0,6% (-829 denunce) rispetto al quarto trimestre del 2015. Nello stesso periodo le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale sono state 180 contro le 217 dell’analogo trimestre dell’anno precedente (-17,1%, 37 denunce in meno).

Nel quarto trimestre 2016 – si legge ancora – prosegue la tendenza all’aumento dell’occupazione su base annua e si registrano lievi segnali di crescita in termini congiunturali. La crescita tendenziale dell’occupazione continua ad essere interamente determinata dalla componente del lavoro dipendente sia, in termini di occupati complessivi (+1,5% Istat-Rfl) sia di posizioni lavorative riferite specificamente ai settori dell’industria e dei servizi (+2,6% Istat-Oros). L’andamento tendenziale trova conferma nei dati relativi alle Comunicazioni obbligatorie (Ministero del lavoro e delle politiche sociali – CO) rielaborate (+478 mila nella media del quarto trimestre 2016 rispetto al quarto trimestre 2015) e nei dati dell’Inps-Osservatorio sul precariato riferiti alle sole imprese private (+326 mila posizioni lavorative al 31 dicembre 2016 rispetto al 31 dicembre 2015). L’aumento tendenziale delle posizioni lavorative dipendenti nelle imprese dell’industria e dei servizi riguarda tutte le classi dimensionali d’impresa. A livello congiunturale il lavoro indipendente registra una lieve ripresa (+0,5% pari a 28 mila occupati; fonte Istat-Rfl). Le posizioni lavorative dipendenti presentano un incremento congiunturale, nei dati destagionalizzati, concentrato nel settore dei servizi: nel quarto trimestre 2016 dalle Comunicazioni Obbligatorie si sono avute 2,1 milioni di attivazioni a fronte di poco più di 2 milioni di cessazioni, determinando un saldo positivo (attivazioni meno cessazioni) di 82 mila posizioni di lavoro dipendente. Ciò è dovuto principalmente a una crescita nei servizi (+80 mila posizioni) e in misura ridotta nell’industria in senso stretto (+7 mila) mentre nell’agricoltura e nelle costruzioni si osserva una lievissima riduzione (-3 mila e -2 mila, rispettivamente). Un incremento analogo si riscontra nelle posizioni lavorative dipendenti del settore privato extragricolo (fonte Istat- Oros) dove la variazione congiunturale dello 0,6% (+68 mila) è dovuta a un aumento consistente nei servizi (+0,9% +70 mila) e marginale nell’industria in senso stretto (+0,2% +5 mila) a fronte di una riduzione nelle costruzioni (-0,9% -7 mila). Con riferimento alla tipologia contrattuale, l’aumento congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti rilevato nel quarto trimestre sulla base delle CO è frutto di 64 mila posizioni a tempo determinato e di 19 mila posizioni a tempo indeterminato. Quest’ultime crescono di più dal secondo trimestre 2016, invertendo la tendenza dei 5 trimestri precedenti.

Dal lato dell’offerta, che include tra gli occupati tutte le forme di lavoro autonomo e alle dipendenze, il quarto trimestre 2016 si caratterizza per un aumento della partecipazione al mercato del lavoro. Nel quarto trimestre 2016 l’occupazione stimata dalla Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, al netto degli effetti stagionali, è di 22 milioni 827 mila persone, in aumento sia su base annua (+1,1%, +252 mila) sia, in misura più contenuta, sul trimestre precedente (+0,1%, +32 mila) e la disoccupazione aumenta (+76 mila persone su base congiunturale e +108 mila su base annua). A queste tendenze si associa la forte diminuzione del numero di inattivi. L’incremento della partecipazione, in termini congiunturali e tendenziali, si riflette in una crescita dei tassi di occupazione (+0,1 e +0,7 punti, rispettivamente) e di disoccupazione (+0,2 punti per entrambe le variazioni), e in un forte calo del tasso di inattività (-0,9% nei tre mesi e -3,3% in un anno). Nei dati destagionalizzati il tasso di attività raggiunge 65,3%, il valore massimo dal quarto trimestre del 1992 (inizio della serie storica), ma il tasso di occupazione (57,4%) è ancora distante di quasi un punto e mezzo dal momento di massimo (secondo trimestre 2008, 58,8%). Sulla base dei dati longitudinali aumenta la quota di disoccupati, che – a distanza di 12 mesi – transitano verso l’occupazione: dal 23,2% tra il quarto trimestre 2014 e il quarto 2015 al 24,6% nell’analogo periodo tra il 2015 e il 2016. Sono rilevanti le transizioni dall’inattività verso la disoccupazione (+1,4 punti) e, in misura contenuta, verso l’occupazione (+0,3 punti percentuali); nel confronto tra i due periodi, tra quanti erano inattivi perché scoraggiati aumentano le transizioni verso la disoccupazione (dal 16,6% tra il 2014 e il 2015 al 20,1% tra il 2015 e il 2016), soprattutto per le donne (+5,1 punti). L’aumento della partecipazione riguarda entrambe le componenti di genere. Rispetto al trimestre precedente è simile tra uomini e donne mentre su base annua è più forte per la componente femminile: è maggiore l’incremento dell’occupazione e della disoccupazione e più ampia la riduzione dell’inattività, sia nei valori assoluti sia nei tassi.