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Ambiente ed Energia

Parchi, Anci: no a recinti conservazione, si a sviluppo sostenibile territori

Parchi, Anci: no a recinti conservazione, si a sviluppo sostenibile territori
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di com/rog

“I sindaci sono abituati alle responsabilità, ed anche ad essere al centro delle polemiche: ‘sceriffi’ quando si impegnano sul tema della sicurezza nelle città, oppure sindaci ‘sbirri’, insieme a don Ciotti, perché vogliono difendere la legalità. Nella discussione aperta sulla riforma della legge sui Parchi stavolta, secondo taluni ambientalisti, i sindaci sarebbero pronti a svendere il territorio”. Così Bruno Valentini, sindaco di Siena e delegato Ambiente dell’Anci. “L’enfasi usata per aumentare la visibilità sul tema ci sembra pericolosa; senza credibilità delle istituzioni non si va da nessuna parte. Al di là delle opinioni personali, la verità e’ che nessun sindaco può essere nominato presidente di un Parco – prosegue Valentini – e nessun sindaco sbava per avere questa ulteriore, gravosa responsabilità. La carica di presidente di un parco è incompatibile con qualsiasi incarico elettivo. Il presidente di un parco è nominato dal Ministro dell’Ambiente, e così deve restare. Il presidente del parco inoltre nomina il direttore, con le medesime modalità vigenti. Nella nomina del Consiglio direttivo del Parco, i sindaci sono due su otto, mentre i Comuni interessati ad un parco sono molti di più, talvolta arrivano a venti. La metà dei membri del Consiglio direttivo, fin dal 2013 – sottolinea il delegato Ambiente dell’Anci – è nominata dalla Comunità del Parco, cioè da chi il parco lo vive; e in questi anni la presenza dei rappresentanti delle comunità locali è stata un elemento positivo e propulsivo. 

“Chi altri se non il sindaco, referente della popolazione residente nella Comunità del Parco, è in grado di conoscere e valorizzare il territorio amministrato, nell’ambito di un sistema normativo che deve garantire interessi superiori e generali, legati alla salvaguardia dell’Ambiente? La cultura e la sensibilità ambientali sono progredite ed attecchite in questi anni. Purtroppo è rimasta una componente elitaria e di nicchia, che continua a voler vedere i parchi come degli zoo o delle caserme – conclude Valentini – ovvero zone chiuse extraterritoriali, scollegate dai territori di cui fanno parte e dalle comunità che le vivono. In realtà in questi anni i parchi che sono diventati i modelli di sviluppo del territorio, le realtà che con esso hanno più forte il rapporto di scambio e connessione”.