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Economia, Fisco

Fisco, Cgia: non siamo un popolo di evasori

I 110 miliardi di evasione fiscale e contributiva denunciati quest’oggi sono pressoché stabili da almeno 10 anni
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Redazione

I dati presentati quest’oggi dal prof. Giovannini ci autorizzano a sostenere che l’Italia è un popolo di evasori fiscali ? “Assolutamente no – fa sapere il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – anche perché i 110 miliardi di evasione fiscale e contributiva denunciati quest’oggi sono pressoché stabili da almeno 10 anni – fa sapere – mentre nello stesso periodo l’Amministrazione finanziaria a visto aumentare notevolmente il numero di strumenti a disposizione per contrastare chi evade il fisco”. “Adesso ci sono tutte le condizioni – afferma il Segretario della CGIA Renato Mason – affinché l’evasione venga contrastata e ricondotta a dimensioni più accettabili, favorendo coloro che non vogliono e non possono evadere le tasse. Ovvero, la stragrande maggioranza dei contribuenti italiani”. Prosegue Zabeo: “Ci sono ancora moltissime persone completamente sconosciute al fisco che continuano a nascondere quote importanti di valore aggiunto. Non dimentichiamo, poi, il mancato gettito imputabile alle manovre elusive delle grandi imprese, delle multinazionali del web e alla fuga di alcuni grandi istituti bancari e assicurativi che hanno spostato le sedi fiscali nei Paesi con una marcata fiscalità di vantaggio per pagare meno tasse”.

E con l’abolizione del segreto bancario avvenuto il 31 marzo 2016, la CGIA ha individuato almeno una dozzina di provvedimenti che attualmente sono a disposizione del fisco per contrastare efficacemente l’evasione. Essi sono: abolizione del segreto bancario; studi di settore; blitz contro la mancata emissione di scontrini e ricevute; redditometro; spesometro; 117 (il numero di pubblica utilità della Guardia di Finanza); Serpico (super cervellone che registra decine di migliaia di informazioni al secondo per mettere a confronto dichiarazioni dei redditi, polizze assicurative, informazioni del catasto, del demanio, della motorizzazione, etc.); metodologie di controllo delle Pmi e dei lavoratori autonomi; limite all’utilizzo dei contanti fino a 3.000 euro; utilizzo del Pos per le transazioni commerciali; fattura elettronica; reverse charge.