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Esteri, Usa-Iraq

Usa-Iraq, Masum: ancora difficile definire politiche di Trump

Il presidente iracheno: gli Usa “non hanno fretta di prendere decisioni e posizioni”, ma Trump si è impegnato a sostenere l’Iraq nella lotta al terrorismo e a contribuire alla ricostruzione del Paese
fonte: ilVelino/AGV NEWS/Sputnik
di Velino International

L’Iraq non è ancora in grado di determinare la politica del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dal momento che la sua amministrazione sembra non aver fretta di prendere posizioni mentre è impegnata ad esaminare i temi che le competono. Lo ha detto a Sputnik il presidente iracheno Fuad Masum. “Per quanto riguarda la politica di Trump, ancora non possiamo dire quale sia perché stanno ancora esaminando una gran numero di questioni e non hanno fretta di prendere decisioni e posizioni”, ha sottolineato Masum. Il presidente iracheno ha confermato che Trump, in occasione della visita del primo ministro iracheno Haider Abadi alla Casa Bianca la scorsa settimana, “si è impegnato a dare sostegno nella lotta al terrorismo e a contribuire alla ricostruzione dell’Iraq”.

Il 20 marzo scorso, Trump e Abadi hanno tenuto un incontro negli Stati Uniti e hanno discusso di cooperazione e del sostegno Usa all’Iraq. Secondo la Casa Bianca, Trump, durante il meeting, ha ribadito il proprio sostegno al Paese mediorientale nella lotta contro i terroristi dello Stato Islamico. Lunedì, il portavoce dell’Operation Inherent Resolve, colonnello Joseph Scrocca, ha confermato la notizia diffusa dai media secondo cui Washington starebbe inviando 200 soldati in più nel Paese per assistere l’esercito iracheno nelle operazioni di contrasto alle attività dello Stato Islamico. La cooperazione Usa-Iraq sotto l’amministrazione Trump va oltre il tema dell’anti-terrorismo, dal momento che anche il tema delle migrazioni gioca un ruolo importante nelle relazioni bilaterali. L’Iraq era stato inserito nel primo ordine esecutivo di Trump sull’immigrazione e i suoi cittadini erano fra coloro ai quali era stato vietato l’ingresso sul territorio americano per un periodo di novanta giorni. Il secondo ordine esecutivo emanato successivamente da Trump sullo stesso tema esclude invece l’Iraq dal novero dei sette Paesi interessati dal provvedimento.

Iraq is still unable to determine US President Donald Trump’s policy as his administration is in no hurry to assume positions while it examines issues, Iraqi President Fuad Masum told Sputnik. “As for Mr. Trump’s policy, we still cannot say what it is because they are still examining a number of issues and are in no hurry to make decisions and take any positions,” Masum said. He confirmed that Trump “pledged support in the fight against terrorism and help in rebuilding Iraq” during Iraqi Prime Minister Haider Abadi’s visit to the White House last week. Masum said the Trump administration’s deliberation is “natural.” “We observe, discuss mainly the nature of our relations with the US, what their future is, how we will develop them,” he said.

On March 20, Trump and Abadi held a meeting in the United States and discussed cooperation and the US support of the Middle Eastern nation. According to the White House, during the meeting, Trump reiterated his support of Iraq in the struggle against the Islamic State (IS) terrorist group, outlawed in many countries, including the United States and Russia. On Monday, Operation Inherent Resolve spokesman Col. Joseph Scrocca confirmed media reports that Washington was sending some 200 additional troops to the crisis-torn state to assist the Iraqi army in its anti-IS operations. The cooperation between the two states under Trump’s administration goes beyond counterterrorism area, as the issues of immigration also play an important role in bilateral ties. Despite the fact that Iraq was included in the first Trump’s immigration executive order, banning citizens from seven countries from entering the United States for a 90-day period, the country was excluded from the travel ban list in the second order.