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Politica, Baretta: in epoca populismo occorre rilanciare serio riformismo

Il sottosegretario é intervenuto al convegno "Dal populismo al buon governo“, organizzata dall’associazione AReS, in collaborazione con Comin&Partners al Centro Studi Americani
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Alessandro Sperandio

“In un epoca di populismi trionfanti bisogna rilanciare un serio riformismo capace di rispondere ai problemi concreti della gente senza illusioni, capace di cogliere nel disagio anche le speranze che sono frustrate. Il buon governo è la chiave di lettura da riproporre. Quindi, come forze politiche che credono in tutto ciò, c’è bisogno di un radicalismo nei contenuti e un riformismo nei programmi. Bisogna essere chiari nei valori e aver una prospettiva quasi radicale come diceva Obama ma accompagnata da un solido riformismo”. Lo ha detto il sottosegretario Pier Paolo Baretta a margine del convegno “Dal populismo al buon governo“, organizzata dall’associazione AReS, in collaborazione con Comin&Partners, e in programma al Centro Studi Americani.

Tre i percorsi indicati dal sottosegretario: “Riflettere seriamente sulla democrazia per noi che ci crediamo, perché è lenta rispetto ai meccanismi decisionali di oggi. Non rifugiarsi nell’assemblearismo della democrazia diretta ma rafforzare gli strumenti della democrazia delegata”. Secondo l’Europa. “Usciamo da periodi importanti ma è l’unica prospettiva importante che può salvare tutti noi”. Terzo l’uguaglianza. “È la vera chiave – ha ammesso il sottosegretario -. Da un lato ha tolto la povertà ma allargato le disuguaglianze tra paesi. Su questi tre aspetti occorre costruire un progetto politico in grado di ridare dignità alla politica stessa”, ha concluso Baretta.

# Per Paolo Feltrin (docente di Scienza dell’amministrazione e analisi delle politiche pubbliche presso l’Università di Trieste), “occorre andare subito alla sostanza: il populismo è un fenomeno ciclico che ha anche un elemento storico. Le democrazie inevitabilmente sfociano in oligarchie ed è inevitabile che ci siano moti populisti contro questi aspetti. Inoltre i fenomeni populisti sono sintomo che qualcosa non va. Per esempio le promesse non mantenute. Due in particolare: uno riguarda le forme democratiche, l’altro il benessere”. Infine un ultimo punto: il cosiddetto effetto tunnel. I populismi crescono se si rimane fermi rispetto agli altri che corrono. “Un primo rimedio riguarda le classi dirigenti che devono smetterla di avere comportamenti opulenti. Un secondo rimedio riguarda i leader che devono mantenere un legame con il popolo. Terzo rimedio occorre stare il più lontano possibile dai media. Quarto punto occorre una nuova ideologia popolare: dare un senso al tornare ‘indietro’ rispetto all’andare avanti”.

# Secondo Marina Sereni (vice presidente della Camera) “Stiamo parlando di un fenomeno che ha delle basi di verità. È un problema del mondo e credo che globalizzazione, rapidità processi tecnologici e una politica che non riesce a incidere sulla realtà” siano alle basi del fenomeno populismo. “Cosa possiamo fare? Dobbiamo provare a vedere se c’è uno spazio per cambiare l’idea di benessere ripensando i paradigmi con più condivisione che possesso”. Ma anche “ripensare i processi di protezione sociale. Come governo abbiamo fatto molte cose ma senza un discorso unitario e coerente”. Il secondo spunto riguarda la rappresentanza politica e sociale: “ripensare la democrazia verso l’alto e verso il basso perché la democrazia senza partiti non funziona ma non si possono più considerare come unici titolari della sintesi dei bisogni della società “, ha concluso la Sereni.