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Politica

Ue, Tajani: “Solo chi ha identità debole ha paura dell’altro”

Il presidente del Parlamento europeo alla vigilia dell’udienza con il Papa: “Gli dirò che l’Europa ha bisogno d’unità. Europa non sia castello con ponte levatoio alzato”
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di com/onp

“Dobbiamo essere capaci se siamo forti della nostra identità di accogliere e integrare chi viene da fuori. Certamente nei limiti delle nostre possibilità. Soltanto chi ha un’identità debole ha paura degli altri. È un’identità europea alla quale non possiamo rinunciare se vogliamo guardare con maggiore serenità al futuro”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, realizzata a Bruxelles alla vigilia dell’udienza di domani in Vaticano con Papa Francesco che riceverà i Capi di Stato e di Governo dei Paesi Europei, in occasione dell’anniversario dei Trattati di Roma. “Domani al Papa – ha aggiunto Tajani – porterò con grande onore il saluto del Parlamento, della Commissione e del Consiglio europeo. È la prima volta che ho la possibilità di rivolgermi con un discorso ufficiale al Santo Padre. Al Papa dirò che l’Europa ha bisogno d’unità, abbiamo bisogno di stare insieme, la nostra base fondamentale si chiama libertà e per essere liberi bisogna avere uomini liberi. Uomini che abbiano una dignità da tutelare. E se manca il lavoro non c’è dignità”. Tajani ha poi rivelato un particolare personale: “Appena sono stato eletto presidente del Parlamento ho parlato al telefono con Papa Francesco per qualche minuto”.

“Le grandi sfide dell’Europa – ha sottolineato Tajani – oggi sono tre: la lotta al terrorismo che continua a colpire, la lotta all’ immigrazione illegale e la lotta alla crisi economica. Ci sono ancora troppi giovani senza lavoro. E a queste si aggiunge il problema dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea”. “Il pericolo dei populismi – ha concluso Tajani – si allontana dando risposte concrete ai cittadini e riducendo le distanze che purtroppo oggi esistono tra le istituzioni comunitarie e i cittadini. L’Europa non può essere un castello con il ponte levatoio alzato dove i cittadini stanno fuori a guardare e vengono guardati con disinteresse da una burocrazia onnipotente”.