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Politica

Consip, Zanda: no a mozione, è attacco a Renzi

Consip, Zanda: no a mozione, è attacco a Renzi
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di red/asp

“Per l’assenza di qualsiasi responsabilità civile o penale dell’onorevole Lotti, le senatrici e i senatori del Partito Democratico voteranno contro la mozione”. Così il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, intervenendo nell’Aula del Senato. E continua: “Chi ha presentato la mozione di sfiducia non ha portato nessun vero argomento giuridico che possa giustificarla. Solo parole vaghe il cui senso è che la presenza al Governo dell’onorevole Lotti ‘sarebbe inopportuna’. Il ministro Lotti non ha commesso alcunché di illegale o di illegittimo. Ma i grillini chiedono egualmente che venga sfiduciato per inopportunità”. Per Zanda è un argomento che rende evidente che l’atto dei 5 Stelle “ha solo un significato politico. L’inopportunità viene usata come fosse un reato sul quale la sentenza di colpevolezza non viene emessa da un giudice, ma dal Parlamento, chiamato a pronunciarsi senza conoscere i fatti. Sarebbe meglio maggior franchezza. Sarebbe più leale dire esplicitamente che bisogna sfiduciare l’onorevole Lotti perché è un nemico politico contro il quale è lecito l’uso di qualsiasi arma parlamentare. Il Movimento 5 stelle lo chiede non per l’esito di una indagine tuttora in corso di cui nessuno può conoscere l’esito, ma solo perché Lotti è un parlamentare vicino a Renzi e questo dibattito – per Zanda – lo dimostra bene: si è parlato più di Renzi che delle eventuali responsabilità che dovrebbero condurre alla sfiducia verso il ministro Lotti. Non condivido la posizione di chi cerca di censurare qualcuno su fatti non provati per far male politicamente a qualcun altro. Usare queste manovre in Parlamento, mortifica la politica”. Per il presidente dei senatori del Pd, “La mozione trabocca di prudenza dialettica, di verbi al condizionale, di ‘avrebbe’, di ‘risulta indagato secondo le ricostruzioni giornalistiche’, tutte cautele classiche di chi non è sicuro di quel che dice. E’ un modo sbagliato di condurre la lotta politica”.