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Economia, Gioco d'azzardo

Gioco d’azzardo, Toti: Non agire in modo ideologico, sì a legge equilibrata

Il governatore della Liguria: Su tempi proroga deciderà a fine mese Consiglio regionale. Non si possono cancellare i piccoli esercizi per dare concessioni solo ai grandi. Così aumenta disoccupazione e non si contrasta ludopatia
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Redazione

Non “agire in modo ideologico”, sì a una “legge equilibrata”. Lo ha ribadito il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti parlando della decisione di prorogare ancora l’entrata in vigore della legge regionale del 2012 sul gioco d’azzardo – e relativi distanziometri. Il governatore – ai microfoni di Restate scomodi su Radio 1 – ha spiegato che la Regione ha deciso “una piccola proroga per rendere la legge più efficace ed efficiente in attesa di una legge quadro nazionale. Non vogliamo che si agisca in modo ideologico e far chiudere presidi territoriali mentre ovunque c’è la pubblicità del gioco online” o si autorizzano “mini casinò” sciolti da tutti i vincoli. “Vogliamo una legge equilibrata. Quella votata cinque anni fa in Liguria e quella nazionale arrivata in Conferenza unificata non lo sono. Si penalizzano i piccoli e si fanno regali ai grandi”, ha aggiunto. Per quanto riguarda la deroga Toti ha spiegato che i tempi “li deciderà a fine mese il Consiglio regionale. C’è la necessità di rivedere la legge anche alla luce di una normativa nazionale che stenta ad arrivare”.

A questo proposito il presidente ha evidenziato come la bozza di intesa proposta dal governo ha suscitato “molte perplessità” sia “nei governatori di centrodestra, sia in quelli di centrosinistra” da qui la necessità di più tempo per un ulteriore approfondimento e di “aprire una nuova istruttoria per un confronto più serrato”. “Non parliamo solo delle slot machine. Ci sono delle sperequazioni molto gravi. E vengono penalizzati piccoli esercenti. C’è anche tutto il tema della riscossione delle scommesse legali, del lotto, del SuperEnalotto, del totocalcio, un mondo che esiste nel nostro paese e che va regolamentato” e che non deve finire “solo nelle mani dei grandi”. “Se volessimo parlare per slogan non vorrei radere al suolo 2.000 esercizi della nostra regione. Detto questo, esiste il tema della ludopatia, ma anche quello della disoccupazione. Facciamo le cose eque. Se si permette che aprano mini casinò non facciamo un regalo al paese né a chi soffre di ludopatia. Cerchiamo di fare una cosa equilibrata. Non si possono cancellare i piccoli per dare le concessioni ai grandi. Se anche quel tabaccaio o barista diventa disoccupato non avrò migliorato il contesto sociale nella mia regione. Cerchiamo un percorso condiviso con le categorie”.