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Campania, Sport

Sport, Porzio: “Cori razzisti? Sottocultura. Gente che scarica così le proprie frustrazioni”

L’ex campione del Posillipo: “Nel calcio rivalità che va al di là del significato sportivo, ci sono interessi enormi”
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Mariangela Barberisi

“La pallanuoto a Napoli ha una radice e una storia lunga, al di là del culto del calcio, è uno sport molto seguito. Purtroppo dobbiamo da sempre confrontarci con i cori razzisti, io li ho subiti da giocatore. Il Posillipo era fortissimo e di conseguenza ci attaccavano. E’ gente che scarica così le proprie frustrazioni”. Così Pino Porzio, cinquanta anni da poco, ex pallanuotista e allenatore del Canada e dell’Acquachiara, commenta così a Il Velino, i cori razzisti contro il Napoli e le ultime polemiche del patron azzurro De Laurentiis. “Il calcio vive una rivalità che va al di là del significato sportivo, ha interessi enormi. Non credo che non ci sia un odio contro il Napoli da parte dei giornalisti. Il problema con la Juve per esempio è legato al fatto che vince tanto. I cori razzisti fanno parte di una sottocultura, non è il nord contro il sud, è proprio l’ambiente del calcio che è così marcato, ci sono tante frange che vivono in un mondo sottosviluppato. Bisogna lavorare sulla cultura sportiva”. Da sportivo ad allenatore, ha iniziato a gennaio una nuova sfida: “Ho allenato il Canada per le Olimpiadi, purtroppo per pochissimo non ci siamo qualificati. Malgrado la sconfitta mi hanno richiamato e sono entusiasta. Vede lì in Nord America il Campionato vero e proprio, così come lo conosciamo in Europa, non esiste. Il mio progetto è rivoluzionare uno dei paesi più civili del mondo e portare la nostra esperienza lì. è stimolante. Le squadre sono composte solo da giovani universitari e una volta concluso il percorso scolastico devono per forza venire a giocare in Italia o in Europa. La sfida per me è creare una Lega. E’ un’opportunità incredibile per me vivere due realtà così diverse”. Si, perchè intanto non ha lasciato l’Acquachiara: “Esatto. Abbiamo rinnovato la squadra dando spazio ai giovani del nostro settore giovanile, da Salerno e stranieri. Un Barca in miniatura insomma, ma per questo stiamo pagando un po’, dobbiamo far lavorare insieme un nuovo team”. “Noi ci alleniamo tra l’Acquachiara e la Scandone. Avere una piscina come questa in città è fondamentale. Se ha gravi criticità? Più o meno come tutte le altre piscine in Italia e al sud, è una delle più belle ma la manutenzione e la gestione potrebbero migliorare. C’è una carenza strutturale generale – ha poi concluso  –  e spero che grazie ai fondi previsti per le Universiadi, si possa fare meglio”.