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Politica

Pd, Zoggia lascia: partito snaturato in maniera irrimediabile

Pd, Zoggia lascia: partito snaturato in maniera irrimediabile
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di red/rog

“Molti in questi giorni mi hanno chiesto perché non abbiamo provato a lottare dentro il PD, per cambiare le cose, per rimotivare molti elettori delusi. A questi amici rispondo che noi abbiamo combattuto strenuamente in questi anni contro la deriva del PD. Molti di noi ( me compreso) non hanno votato il job-act, la buona scuola, la legge elettorale (Italicum), non hanno votato a favore della riforma costituzionale nel referendum confermativo. Niente, Renzi e la sua maggioranza sono andati avanti senza la minima esitazione. Non si sono accorti del grido di dolore che proveniva da gran parte dell’elettorato di centrosinistra”. Lo scrive Davide Zoggia, parlamentare del Movimento Democratici e Progressisti. “Ci si nasconde dicendo: ma abbiamo la maggioranza! Abbiamo deciso in direzione con una maggioranza schiacciante! Insomma un partito governato con il metodo del centralismo democratico pur non essendo ormai più un partito. Discussioni assenti, asfittiche, circoli aperti grazie alla buona volontà e all’impegno di bravi militanti. Per il resto deserto. Sconnessione con la vita reale. Il Pd e’ snaturato, io credo in maniera irrimediabile. E non basterà nemmeno l’eventuale cambio di segretario, che peraltro io vedo impraticabile per il perverso meccanismo di scelta”.  

”Questo -continua Zoggia – è un congresso che ha il compito principale di rilegittimare Renzi. Avevamo chiesto una seria campagna di ricostruzione del PD, più momenti che provassero a rimetterci in sintonia con il nostro elettorato. Per provare a cambiare, insieme, senza pregiudizi. I nomi sarebbero venuti dopo. Invece si va a una conta, sterile, una faccia contro un’altra faccia. Con un partito ingessato, sarà addirittura indifferente chi vincerà. Il partito resterà rissoso, diviso e la partecipazione rischierà di essere usata per portare avanti progetti propri anziché progetti di una comunità. Insomma un partito padronale e non di massa. Ho deciso. Faccio un’altra scelta. Provo, insieme a molti amici e compagni, a costruire un altro centrosinistra nel Movimento del Democratici e Progressisti. C’è una potenzialità nel Paese per una sinistra che riprovi a fare il suo mestiere, che cerchi di interpretare ciò che sta succedendo, in Italia e nel mondo. Lavoro, scuola, giovani, ambiente. Lotta alle disuguaglianze. Questo deve fare la sinistra. E non mi spaventano i nomi, che qualcuno agita per delegittimare. Tutti veniamo giudicati per ciò che diciamo e facciamo. Ho provato a resistere dentro il Pd. Ma sono giunto alla conclusione che la situazione non è rimediabile. Agli amici e compagni che sceglieranno di restare dentro al PD faccio i migliori auguri, a quelli che hanno deciso o decideranno di intraprendere la strada del nuovo movimento dico – conclude -: lavoriamo per scrivere una nuova pagina del nostro Paese. Lavoriamo per una società più giusta, lavoriamo affinché il centrosinistra ritorni a farsi capire dai molti elettori che abbiamo perso per strada. Buon lavoro a tutti noi”.