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Economia, Ue

Ue, Moscovici: non chiediamo a Italia aggiustamento di bilancio “irrealistico”

“Il sistema bancario italiano è percepito come relativamente vulnerabile, le sofferenze gravano sulla contabilità bancaria, i requisiti patrimoniali contribuiscono a questa debolezza”
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Francesco Cosentino

Bruxelles non chiede all’Italia un aggiustamento di bilancio “irrealistico”, ma un aggiustamento “ragionevole e progressivo”. Lo ha detto il Commissario europeo per gli Affari economici e finanziari, fiscalità e dogane, Pierre Moscovici, in audizione – in videoconferenza – presso le Commissioni congiunte Esteri, Bilancio, Finanze e Politiche Ue di Senato e Camera. “Nel 2016 l’Italia ha usufruito di tutta la flessibilità possibile – circa l’1% del Pil – oltre a tutte le clausole eccezionali come per esempio il terremoto. Sono certo che l’Italia assumerà le proprie responsabilità e che il dialogo andrà avanti”. Il nostro paese, spiega, “deve operare riforme per favorire la crescita ma deve avere anche politiche di bilancio responsabili”.

In Italia, aggiunge, “si registra una crescita dell’occupazione, un calo del dualismo del mercato del lavoro, c’è stata l’adozione della riforma del bilancio del settore bancario, il sostegno degli investimenti, alle imprese e all’innovazione. Sappiamo che serve tempo perché le riforme diventino operanti, quindi non vogliamo giudicare con troppa fretta. Ci sono ancora delle sfide, come la fiscalità, la concorrenza, la riforma pensionistica e amministrativa, la lotta alla corruzione. Il sistema bancario italiano è percepito come relativamente vulnerabile, le sofferenze gravano sulla contabilità bancaria, i requisiti patrimoniali contribuiscono a questa debolezza. L’Italia deve quindi concentrarsi sulla qualità degli asset. Il programma nazionale di riforme è ambizioso quindi siamo in attesa dei risultati per vedere se questi programmi possono raccogliere le sfide esistenti”.

A livello europeo, ha aggiunto Moscovici, “per la prima volta dal 2008 prevediamo una crescita economica in tutti i 28 paesi membri, la ripresa è quindi generalizzata e la disoccupazione – anche se ancora alta – è in calo, con i tassi più bassi dal 2009”. La crescita – avverte – “è messa a dura prova da grandi incertezze come la Brexit e i numerosi appuntamenti elettorali in Europa e la politica della nuova amministrazione Usa che deve ancora chiarire i suoi intenti. Noi di fronte a queste sfide dobbiamo avere grande determinazione”.