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Politica

Biotestamento, Binetti: ben venga pausa riflessione

Biotestamento, Binetti: ben venga pausa riflessione
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di com/chi

“I colleghi della commissione Affari costituzionali e della commissione Giustizia hanno ritenuto che il testo di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento meritasse un’attenzione reale per entrare nel vivo delle questioni e hanno chiesto qualche giorno in più per capire meglio, testo alla mano, cosa implichino una serie di affermazioni contenute nei diversi articoli. Appare evidente che il tema del consenso informato richiede qualche precisazione in più, per essere certi che le richieste del paziente non son il frutto di uno stato depressivo più o meno conclamato, che va affrontato e trattato in tutt’altro modo. A tutti è capitato di avere un amico che attraversa un momento di crisi profonda e mentre afferma di voler morire in realtà sta chiedendo aiuto, Vuole essere rassicurato sul fatto che non sarà lasciato solo e vuole capire se davvero rappresenta un peso eccessivo per gli altri. D’altra parte la sospensione delle cure è una decisione talmente forte e irrevocabile, che a nulla serve scrivere che i paziente potrà modificarlo in qualsiasi momento, se le cose si spingono troppo avanti. Semplicemente non ne avrà le forze e si troverà su di un piano inclinato drammaticamente irreversibile.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, UDC,

“L’attuale testo  – prosegue Binetti – non definisce affatto quando può, o deve, inizia l’applicazione delle DAT. C’è una affermazione fin troppo generica, che dice: quando il paziente non è più in condizione di intendere e volere. Ma per definire questa condizione sono necessari accertamenti medici altamente specialistici, per evitare di incorrere in uno di quei casi notissimi, in cui i pazienti al loro risveglio perfino dopo qualche anno, affermano di aver sentito e capito molte più cose di quanto non sospettassero i loro familiari e il personale sanitario, che pure li accudiva. Una legge che ribadisce, come già faceva la legge 38 sulle cure palliative, la possibilità di ricorrere alla sedazione profonda, ma non puntualizza sufficientemente come si tratti di una situazione delicatissima in cui l’abuso della sedazione non può che creare le premesse per una eutanasia, questa volta ai limiti con la forma attiva. Una legge su cui è necessario riflettere ed entrare nel merito delle diverse questioni per rispetto ai futuri pazienti che elaboreranno le loro DAT, ma anche per rispetto ai medici e a noi parlamentari che ci assumiamo una responsabilità importate.”