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Agroalimentare

Biologico, Fava, Lombardia: lavoriamo per migliorarne reputazione

Biologico, Fava, Lombardia: lavoriamo per migliorarne reputazione
fonte: AGV NEWS/AGRICOLAE
di Agricolae

“In Lombardia si produce la maggior percentuale di biologico del paese, visto che il 2% lombardo vale molto di piu’ delle superfici coltivate in altre regioni. Per agevolarne la conversione abbiamo sfruttato gli strumenti a disposizione, finanziando in modo significativo le aziende. La domanda e’ positiva, abbiamo bisogno di accompagnare il settore facendo crescere le aziende che lavorano seriamente”. Lo ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura della Lombardia Gianni Fava, intervenendo questo pomeriggio a Unioncamere a un incontro di presentazione delle prime risultanze del progetto ‘Sme Organics, iniziativa di Interreg Europe finalizzata ad aumentare la sostenibilita’ e la competitivita’ delle aziende del biologico nei mercati, internazionali, nazionali e regionali.

LE MISURE DEL PSR – Nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale della Lombardia per il periodo di programmazione comunitaria 2014-2020 e’ stata attivata la Misura 11 “Agricoltura biologica”. Con tale Misura Regione Lombardia promuove e sostiene l’introduzione e lo sviluppo di sistemi di coltivazione ambientalmente sostenibili per conservare e aumentare la fertilita’ dei suoli agricoli e la qualita’ dell’acqua, contribuendo alla diversificazione colturale e al mantenimento della biodiversita’ nell’ambiente agricolo.

”Nel 2014 il tentativo era stato modesto – ha ricordato Fava – ma nei due anni successivi abbiamo scelto di aumentare la dotazione e di rendere le risorse disponibili per chi avesse scelto di convertire o mantenere la produzione”. “L’impegno richiesto e’ di sei anni complessivi, nel quale con l’operazione 11.1.01 finanziamo in modo articolato con contributi per ettaro che vanno dai 375 dei seminativi, ai 600 delle foraggere per aziende zootecniche e delle colture orticole fino ai 900 per le colture arboree – per la fase di conversione -, per passare ai 345 euro per i seminativi, 540 per le orticole e le foraggere, 810 per le arboree e 110 per i prati permanenti, per la fase di mantenimento”

Il primo bando della Misura 11 e’ stato pubblicato nell’anno 2015 ed ha raccolto 517 domande di cui 457 ammesse per un totale di contributo annuo pari a 4.433.543 euro. “Nel 2016 – ha ricordato l’assessore – siamo passati a 657 domande, a fronte di una superficie sotto impegno di quasi 14.268 ettari per un contributo annuo pari a 6.938.561 euro”. Numeri importanti finanziati dal sistema Lombardia. Un incremento del 18% su base annua, numeri destinati ad aumentare per il 2017. Il bando dell’anno 2017 prevede la possibilita’ di presentare domanda a partire dal 3 aprile 2017, sia per confermare gli impegni gia’ assunti, sia per aderire ex novo alla Misura. La chiusura dei termini di presentazione delle domande e’ fissata da regolamento comunitario al 15 maggio, con penalita’ fino al 9 giugno 2017, termine oltre il quale le domande non saranno piu’ ricevibili.

ALTA PROPENSIONE LOMBARDA AL BIO – “Volevamo intercettare questo cambiamento in modo adeguato – ha commentato Fava – perche’ la Lombardia e’ una delle regioni con la piu’ alta propensione al consumo di prodotti bio, non originati pero’ all’interno del nostro territorio. Una filiera non certo corta, quindi, con un bilancio ambientale non proprio positivo. Per questo siamo intervenuti con la misura di finanziamento, che prevediamo abbastanza capiente per soddisfare le domande previste”.

BIO E NON, I CONTROLLI – Per la prima volta sono possibili dinamiche miste di produzione, scegliendo di diversificare tra bio e non. “Cio’ complica piu’ la vita in tema di controlli – ha evidenziato l’assessore Fava – ma per quanto ci riguarda non temiamo confronti, in quanto a serieta’, con altri territori”. Se il sistema delle verifiche non e’ efficace, credibile, non garantisce origine, sicurezza e serieta’ del ciclo produttivo, quindi la reputazione del prodotto. Questa e’ la missione del biologico, su cui regione Lombardia e’ impegnata; obiettivo che si ottiene tenendo il livello di attenzione elevato che premia chi lavora seriamente”.

FILIERA DEVE ESSERE TRASPARENTE – “Tutto il sistema deve interrogarsi – ha concluso Fava, illustrando l’azione di Regione Lombardia sul biologico – , abbiamo bisogno di rendere trasparente la filiera, per dimostraste che e’ fatta di gente serie; continuando a finanziarla, intercettando una domanda di mercato positiva per il bio, e accompagnando la crescita del settore con fermezza e serieta’”.