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Politica

Pd, Rughetti: Congresso sia festa di popolo. No a dittatura minoranza

Pd, Rughetti: Congresso sia festa di popolo. No a dittatura minoranza
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di com/rog

“Il congresso che arriva è benedetto perché ci consentirà di discutere con la nostra base per preparare una nuova proposta per il Paese. I congressi non si fanno per rinviare le elezioni, né perché lo chiede qualcuno. “Così il deputato del Pd di area renziana Angelo Rughetti in un post su Facebook. “Sarà bellissimo – continua Rughetti – poter ascoltare giovani e vecchi militanti, leggere le proposte che arriveranno dalle periferie e dalle associazioni culturali; approfondire con le migliori energie del nostro Paese analisi e soluzioni. I punti di vista diversi arricchiranno le decisioni che prenderemo ed i documenti conclusivi”. “I temi della identità e della cittadinanza, della sovranità e della globalizzazione, delle nuove forme di convivenza, delle diseguaglianze, del lavoro hanno bisogno urgente, da sinistra, di nuove declinazioni e di nuove soluzioni. Abbiamo il dovere di dare risposte per evitare di cedere ancora maggiore spazio all’antipolitica e alla demagogia che sono i veri nemici della buona politica e che non sentono la necessità di offrire soluzioni”.

”Il Pd – prosegue Rughetti – ha il dovere di proporre punti di vista nuovi, contro le destre, per cercare di avere un domani migliore di quello che si va delineando. Il Pd è forse la più grande comunità politica del Paese. Non dobbiamo mai avere paura di ascoltare il nostro popolo e non dobbiamo mai anteporre le nostre discussioni interne agli interessi delle persone”. “Ho paura che una parte della dirigenza del partito abbia altre idee in testa. Mi auguro di sbagliare – conclude Rughetti – ma sembra che in una parte della minoranza prevalga la voglia di riappropriarsi a tutti i costi della leadership del centro sinistra che il voto degli iscritti e dei militanti nel 2013 ha consegnato a Renzi. Sembra che si preferisca una operazione dirigista fatta dall’alto invece di un confronto aperto nei circoli e nelle piazze. Peccato. Al confronto, al dissenso, alla critica, alla contro proposta ci sarà sempre spazio. Alla dittatura della minoranza ed ai ricatti anche no”.