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Politica

Contraffazione: Catania scrive a Decaro e Raggi

Contraffazione: Catania scrive a Decaro e Raggi
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di com/ped

“I Comuni devono avere un impegno forte nella lotta all’abusivismo commerciale e all’offerta di prodotti contraffatti. Se il contrasto a questo fenomeno non diventa una priorità nell’attività delle Polizie municipali è assai difficile vincere questa battaglia”. Così il Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e del commercio abusivo Mario Catania nel comunicare di aver scritto due lettere, al Presidente dell’Anci Antonio Decaro e alla Sindaca di Roma Virginia Raggi, richiamando l’attenzione delle Amministrazioni locali su una tematica troppo spesso sottovalutata e sottolineando l’importanza di una forte attività di contrasto.

“La lotta alle organizzazioni criminali che alimentano la contraffazione – prosegue Catania- deve essere principalmente condotta dalle forze di Polizia nazionali, ma è evidente che un impegno forte nei confronti dei ‘dettaglianti’ della contraffazione deve coinvolgere le Polizie municipali. In molte città ed in alcune località a vocazione turistica si incontrano un gran numero di ambulanti che offrono merce contraffatta ai passanti. Ho ritenuto di dover sensibilizzare specificamente la Sindaca di Roma Virgina Raggi perchè per le strade della città, soprattutto nel centro storico, ci si imbatte in un tappeto di ambulanti che offre merce contraffatta ai turisti ed ai romani. Ciò comporta, oltre ad un pregiudizio per i consumatori, un rilevante danno per i commercianti regolari che con fatica combattono contro questa concorrenza estremamente sleale, ed un grave danno di immagine. Roma non è una città qualunque: è la capitale del nostro Paese ed ospita le principali istituzioni dello Stato. Come ogni altra capitale, rappresenta il biglietto da visita del nostro Paese nel mondo. Ciò rende ancora più urgente e imperativo affrontare la questione.”

“La contraffazione – conclude Catania- come emerso dai lavori della Commissione che presiedo conta su un giro d’affari pari a 6,5 miliardi di euro, con una perdita di oltre 100.000 posti di lavoro e 5 miliardi di mancato gettito fiscale. E questo non è tutto. La contraffazione è legata a doppio filo alla criminalità organizzata, che si occupa di produrre (ricorrendo a lavoro nero e sfruttamento della manodopera) e distribuire i manufatti.”