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Politica

Pd, Boccia: congresso non è un insulto

Pd, Boccia: congresso non è un insulto
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di red/ala

“Congresso. Non è un insulto, non è un’offesa, chiederlo non è lesa maestà. O almeno non dovrebbe mai essere percepito così nel PD. Invece oggi assistiamo ad una continua fuga dei vertici del mio partito che si scervellano per accampare scuse e scorciatoie: un giorno è lo Statuto (che, in realtà, tutela il confronto e non le scorciatoie); un giorno sono le primarie (che ben vengano, come qualsiasi atto di democrazia, ma come atto conclusivo del congresso); un giorno è ‘la minoranza che non ha voluto anticipare il congresso’”. Lo scrive Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, sul suo blog su Huffington Post.

“Vorrei sapere – continua – chi non ha voluto anticipare il congresso? Quale presunta minoranza avrebbe sottoscritto un accordo e dove? I tanto bistrattati e rottamati caminetti sono stati forse riesumati? È ancora possibile confrontarsi e discutere in casa nostra o no? Io come tanti altri iscritti chiedo un congresso dal 5 dicembre, lo chiedo con insistenza. Lo abbiamo chiesto formalmente in direzione e in assemblea il 18 dicembre, ma Matteo Renzi è sempre stato sfuggente parlando solo di anticipazione del voto”. “Confronto, centralità della persona, riformabilità del capitalismo, autocritica dopo una sconfitta, contendibilità del partito, sono comportamenti e principi distintivi dei democratici che ci hanno tenuto insieme dall’Ulivo del 1995 fino ad oggi. Oggi il PD sembra avere smarrito il senso di comunità. Il Congresso serve ad unire, a ritrovarci sotto una stessa bandiera, e consente a chi vince di avere la certezza del sostegno di tutti gli altri. Renzi – conclude Boccia – deve solo e semplicemente ritrovare il coraggio del confronto. Senza paura, credendo nel PD e nella funzione della sinistra”.