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Cultura

Cultura, Italiafestival: Bisogna fare sempre più rete

Anche con Sanremo e Matera 2019. Al VELINO parla il presidente Perrotta che lancia nuove sfide di promozione con Agis ed Efa
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Ornella Petrucci

“Sicuramente da un punto di vista qualitativo, nonostante la crisi in cui ancora versano gli enti locali che sono i principali sostenitori insieme al Ministero delle attività culturali, lo spettacolo dal vivo sta continuando a reggere. E quindi a produrre e a proporre eventi, iniziative, programmazioni, di alto livello”. Così al VELINO il presidente di Italiafestival, Francesco Maria Perrotta. “Questo però a lungo andare non è detto che si riesca a sorreggere, perché uno dei principali temi con i quali bisogna fare i conti è la crisi da parte degli enti pubblici nel sostenere lo spettacolo dal vivo. Penso in particolare ai festival più piccoli, quelli che hanno contenitori più limitati in termini di numero di posti e che quindi non è che possono giocare molto sull’incasso della biglietteria e che per fare alcune attività hanno necessità di sostegno pubblico”. Poi, ci sono alcune sfide che sono state lanciate dallo spettacolo dal vivo nei confronti del governo italiano. “Ad esempio, per quanto riguarda alcune agevolazioni fiscali, che si ritiene debbano essere estese a tutto il mondo dello spettacolo dal vivo, e non solo limitate ad alcuni ambiti, come il Bonus Art, attualmente aperto esclusivamente per le Fondazioni lirico-sinfoniche e per i teatri di tradizione: esteso a tutto il mondo dello spettacolo dal vivo, questo può essere una leva fiscale da utilizzare a beneficio della maggiore produzione e maggiore strutturazione dello spettacolo dal vivo in Italia”.

Attualmente sono 29 i festival iscritti ad Italiafestival. Da poco è stata lanciata la seconda edizione di Effe Label, il progetto biennale promosso dall’Efa – European Festivals Association, cofinanziato dall’Unione Europea, con l’obiettivo di assegnare un marchio di qualità ai festival che concorrono da tutto il mondo. Tutti i festival di Italiafestival corrispondono ai criteri richiesti dal marchio Effe Label, cioè l’impegno verso l’arte, il coinvolgimento attivo della comunità e la vocazione internazionale? “Potenzialmente sì, anche se nella prima edizione non hanno chiesto tutti il label europeo – risponde il presidente Perrotta -. Ci auguriamo però che in questa seconda edizione, attualmente in corso, ci sia un ulteriore sviluppo in tal senso e che venga fatta una richiesta da parte di tutti i festival aderenti al nostro mondo, perché ritengo che abbiano i presupposti per ottenere il label europeo”.

Oggi si può parlare di cultura europea? “Intanto io credo – afferma il presidente Perrotta – che lo sforzo debba essere fatto in questo momento storico-politico nel nostro Paese, in Europa e nel mondo, verso un concetto più ampio di cultura, non limitato nel territorio. È evidente che vanno salvaguardate le peculiarità di ogni singola nazione, di ogni singolo Paese, che ha delle tradizioni e un know-how culturale specifico, delle caratteristiche specifiche, però questo non vuol dire non immaginarsi una rete culturale europea che oggi ancora non esiste. Devo dire che si sta lavorando. Noi per esempio come Italiafestival aderiamo con forza. Siamo soggetti molto attivi in questo ambito attraverso la Efa – European Festivals Association che ha sede proprio a Bruxelles e che oggi aggrega quasi 90 festival di tutto il mondo: oltre all’Europa, ci sono anche altri Paesi che costituiscono questo network. Attraverso l’Efa, che poi è titolare del progetto Effe sulla qualità dei festival (European For Festivals Festivals For Europe), stiamo cercando di fare un ragionamento nuovo attraverso sinergie, attraverso matching tra i produttori, gli organizzatori, gli artisti, l’audience, il pubblico e le istituzioni, nazionali e sovranazionali, per cercare di creare i presupposti per una vera rete culturale europea, e direi non solo europea”.

L’appuntamento del 6 maggio a Francoforte è un momento chiave per questa attività? “Esattamente, il 6 maggio a Francoforte uniremo le forze come si suol dire. L’Efa riunisce tutti i festival che otterranno il label europeo, tutti i festival che avranno chiesto e saranno stati valutati positivamente in tal senso per fare un meetup tale per cominciare a porre le basi per un programma comune sinergico nell’ambito festivaliero. È chiaro che il 6 maggio è una delle tappe che seguirà tra l’altro alla tappa del 4 maggio a Wiesbaden, perché ci sarà nell’ambito del Rheingau Musik Festival l’assemblea generale dell’Efa che tra l’altro quest’anno coincide con la scadenza degli organi sociali, quindi ci sarà il nuovo border, il nuovo presidente”.

Come al Parlamento europeo con Antonio Tajani, c’è la possibilità di un italiano nel border? “Sì – risponde Perrotta -, noi in questo momento abbiamo la presenza di un vicepresidente italiano, nella figura di Massimo Mercelli, direttore dell’Emilia Romagna Festival, e Hermann Schnitzer, presidente delle Settimane Musicali Meranesi, che è componente del board. Nel prossimo board abbiamo ragione di ritenere che la presenza italiana ci sia. Puntiamo ad avere un’ulteriore conferma di un posto nella vicepresidenza ed un posto nel board. Vedremo i nominativi, in quanto per ragioni di scadenza di mandati, Mercelli non potrà più essere rieletto e Schnitzer dovrà cambiare ruolo. Però, al di là dell’aspetto dei nominativi riteniamo che Italiafestival debba pretendere, debba riuscire ad ottenere una presenza significativa all’interno del board dell’Efa. Tenga conto che l’Italia con Italiafestival è il Paese maggiormente rappresentato all’interno dell’Efa in termini di adesioni, quindi questo credo sia significativo per il ruolo politico che Italiafestival, e l’Italia nel suo complesso, debbano avere in campo europeo”.

Al Salone di Torino saranno assegnati i bollini di qualità ai festival italiani, una location inusuale… “Lo abbiamo deciso quest’anno – afferma Perrotta – nell’ambito di un lavoro di contaminazione che Italiafestival e l’Agis (con il presidente Carlo Fontana) stanno lanciando con l’obiettivo, credo interessante, di arrivare a una Federazione della cultura italiana: quindi al di là di quella che oggi è la divisione tra il mondo dello spettacolo dal vivo e quello del cinema, crediamo che ci si debba aprire anche a nuove esperienze, policentriche dal punto di vista territoriale e diversificate dal punto di vista culturale. E quindi nell’ambito di questo obiettivo, di questa ricerca di contaminazione, abbiamo immaginato di fare una manifestazione in cui renderemo note al pubblico italiano, al nostro Paese, i premiati con il label italiano, coloro che riceveranno questo marchio di qualità in Italia, in un contenitore nuovo rispetto ai canoni classici, al Salone del libro di Torino che si terrà dal 18 al 22 maggio. In questa occasione, in una iniziativa che il Salone del libro ha assunto che si chiama Super Festival, andremo a tentare un primo esperimento di contaminazione con un mondo a noi sicuramente vicino con il quale dovremmo trovare delle sinergie nei prossimi anni”. Il giorno della cerimonia è già stato fissato? “No, in realtà stiamo definendo l’organizzazione”.

Italiafestival ha il mandato di Effe Label nel 2017-2018. Il 2019 è l’anno di Matera capitale europea della cultura, ci sono iniziative di Italiafestival in programma per questa occasione? “Questo è un tema molto importante – sottolinea il presidente Perrotta -. Ritengo che ci sia necessità di una maggiore programmazione, di una maggiore coesione fra i vari interpreti della cultura italiana in Italia e delle organizzazioni che si occupano di fare rete. Su Matera evidentemente siamo molto contenti, e molto ben disposti a sostenere e ad immaginare delle iniziative comuni che possano trovarci insieme per favorire lo sviluppo e una maggiore presenza e riuscita di quello che sarà l’anno 2019 per l’Italia e per Matera. Allo stato attuale devo dire che ancora non siamo stati contattati da Matera. Riteniamo, immaginiamo, ci auspichiamo che questo possa essere interesse comune nei prossimi mesi. Ma certamente l’obiettivo è quello di arrivare a fare, immaginare alcune iniziative che ci vedano su fronti comuni in quel contenitore che sarà il 2019 a Matera”.

Anticipazioni sul prossimo Festival Academy? “Il festival Academy è il progetto che l’Efa – European Festivals Association promuove da un po’ di anni ormai con il sostegno dell’Unione europea e all’interno di questo Festival Academy noi in Italia ospiteremo quest’anno e nel 2018 tre eventi formativi di grande rilievo: uno a Sant’Arcangelo di Romagna nell’ambito del Festival dei Teatri, un altro a Bari nell’ambito del Festival del Teatro Maggio per l’infanzia e il terzo a Merano nell’ambito delle Settimane musicali Meranesi. In tutti e tre questi eventi Italiafestival si è resa disponibile ad investire personalmente come organizzazione per dare una mano perché questi eventi fossero ospitati in Italia: uno punterà a riunire giovani manager provenienti da tutto il mondo, con tutor e docenti di carattere internazionale, saranno ospitati a Merano a novembre 2017; un altro sarà sui giovani producer e questa è un’altra delle scommesse che facciamo e che aggregheranno una serie di studenti e docenti anche questa un’iniziativa di carattere internazionale nell’ambito della produzione a Sant’Arcangelo di Romagna, questo probabilmente a marzo/aprile 2018; e a Bari invece a maggio 2017 avremo una serie di ospiti internazionali che verranno da tutte le parti del mondo impiegate in quel contesto. Questo – sottolinea il presidente Perrotta – è un progetto molto importante nel quale Italiafestival insieme all’Efa sta giocando una parte importante nell’ambito del concetto di cultura europea, legato anche all’aspetto formativo e allo scambio di esperienze tra soggetti provenienti da diverse realtà territoriale e culturali che insieme proveranno ad individuare delle strategie comuni per un maggiore efficientamento dell’organizzazione dei propri festival”.

Per quanto riguarda l’attenzione al turismo culturale manifestata da lei e il presidente Fontana? “Un altro tema su cui Italiafestival sta scommettendo tantissimo. Stiamo puntando come mission dal primo giorno in cui ci siamo insediati. Uno dei temi su cui abbiamo puntato è stato il concetto di internazionalizzazione, di delegazione da un punto di vista del turismo culturale, binomio di turismo-cultura attraverso i festival – dichiara Perrotta -. Quindi il concetto è che l’Italia può essere un maggiore attrattore di turismo internazionale grazie ad alcune peculiarità, uno di questi riteniamo essere i festival italiani, la cultura italiana attraverso i festival. Per questo stiamo mettendo in campo una serie di progetti che si svilupperanno nei prossimi mesi in cui Italiafestival, l’Agis e tutto il mondo della cultura, al quale noi lanciamo una sfida in segno bonario, cioè di aggregarsi in tal senso per offrire al mondo intero un ulteriore momento di spinta, un ulteriore momento di peculiarità, perché l’Italia venga maggiormente visitata, battuta dai tour operator internazionali e dal turismo mondiale”. Come vi state muovendo per far conoscere i festival italiani al turista medio straniero? “A breve presenteremo questo progetto di promozione turistica attraverso i festival. Posso solo anticipare che sarà una modalità diversificata, cioè sia attraverso una presenza cartacea, sia attraverso l’uso dei social network, oggi una leva fondamentale nell’ambito della comunicazione e della promozione degli eventi e delle iniziative, sia attraverso alcuni ruoli, progetti di animazione artistica, che intendiamo mettere in campo un po’ in tutto il territorio mondiale. Questo lo faremo d’accordo con il governo italiano, con le istituzioni, con le Regioni”.

È la settimana del festival di Sanremo, dal suo punto privilegiato di presidente di Italiafestival cosa pensa di questa kermesse canora? “Non nascondo di essere uno dei tantissimi italiani che con la propria famiglia storicamente è stato davanti alla televisione per anni a seguire questo tipo di kermesse. Quanto all’aspetto culturale, ritengo che sia certamente un’iniziativa che da un punto di vista spettacolistico, da un punto di vista di popolarità è un must italiano che va difeso. Non ho dubbi, non mi sfugge la portata dello spettacolo popolare, quindi come tale è corretto che venga riproposto, magari rinnovando la formula, rinnovando alcuni temi che sarebbe opportuno fare. Quanto diciamo alla sinergia col mondo dei festival, direi che non sarebbe male in futuro riuscire ad aprire quel tipo di kermesse anche con una maggiore contaminazione con gli altri ambiti disciplinari che oggi esaltano il marchio Italia nel mondo, quindi anche altri ambiti musicali che magari possano trovare uno spazio all’interno di una settimana della programmazione del Festival di Sanremo, che possano trovare modo di avere quella kermesse come promozione di diffusione dello spettacolo dal vivo italiano tout court anche attraverso quel tipo di iniziativa”.