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Fs, Bonavitacola (Regioni): Su abbonamenti infraregionali Trenitalia non addossi ad altri responsabilità

“Azienda eviti di fare confusione”: eliminando “unilateralmente” il calmiere, “l’anomalia è diventata sempre più evidente”
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Raimondo Deriu

Sulle tariffe degli abbonamenti infraregionali di Trenitalia “i fatti parlano chiaro”. Lo spiega Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione Campania e Coordinatore della commissione Infrastrutture, mobilità e governo del territorio della Conferenza delle Regioni dopo la diffusione della notizia che un algoritmo sbagliato sarebbe la causa di un incremento fino al 33 per cento degli abbonamenti infraregionali di Trenitalia. Secondo le stime dell’azienda sarebbero circa 7.000 gli abbonamenti per tratte che hanno inizio e termine in regioni diverse Un incremento riconosciuto dall’azienda che addossa la responsabilità alle stesse Regioni. “La vicenda delle tariffe applicate su queste tratte – spiega Bonavitacola -è stata da tempo sottoposta all’attenzione dell’azienda, con richiesta di correzione delle distorsioni sempre più evidenti. Già nel 2007 Trenitalia propose un criterio di calcolo che le Regioni accettarono con l’introduzione di un calmiere per correggere ogni effetto distorsivo. L’applicazione del calmiere durò tre anni, fino al 2010. Poi Trenitalia, con la crisi dei trasferimenti dello Stato alle Regioni per il sostegno dei contratti di trasporto su ferro, eliminò unilateralmente il calmiere e l’anomalia è diventata sempre più evidente con la sempre crescente differenziazione delle tariffe di trasporto su ferro tra le Regioni”.

Proprio da qui sono partite una serie di iniziative delle Regioni e della stessa Conferenza dei presidenti per correggere questa stortura: l’Emilia Romagna, ad esempio, già dal 2012 chiese a Trenitalia con lettere ufficiali di trovare una possibile soluzione per superare le storture derivanti dall’anomalo criterio di calcolo. “In effetti – spiega Bonavitacola – tale criterio attrae nel regime tariffario della regione con tariffa più costosa il totale della tariffa che comprende più regioni ad onerosità tariffaria differenziata. Ad iniziativa delle Regioni nel 2014 fu costituito anche un gruppo di lavoro con partecipazione di Trenitalia per approfondire il tema, restato senza esiti”.

Conseguentemente,con nota protocollata in data 19 ottobre 2015, la commissione Infrastrutture, mobilità e governo del territorio della Conferenza delle Regioni è tornata a sollevare il problema, ancora senza esito alcuni. “In quella occasione – spiega ancora il vicepresidente campano – le Regioni avevano chiesto a Trenitalia di riaprire il tavolo tecnico che si era interrotto per consentire all’azienda di fare delle proposte e fornire i dati precisi sugli effetti delle distorsioni per le varie tratte sovraregionali. Risposte che non sono mai pervenute formalmente e che hanno continuato a mantenere inalterata l’anomalia tariffaria”. Secondo Bonavitacola questi effetti distorsivi sarebbero potuti essere corretti da Trenitalia semplicemente trattando la mobilità pendolare su percorsi interregionali “con un approccio da vero erogatore di servizio di trasporto pubblico su ferro su scala nazionale e omogeneizzare le tariffe sovraregionali a un valore equo sull’intero territorio nazionale”. Il vice presidente della Campania, non risparmia critiche a Trenitalia, che con una nota in tarda mattinata aveva “scaricato” proprio sulle Regioni l’onere economico della vicenda affermando che “Quel che deve in ogni caso essere garantito – ha precisato Trenitalia -, è che il costo del servizio trovi comunque la necessaria copertura economica che, nel trasporto regionale, si ottiene dalla somma dei ricavi da tariffe e ricavi da corrispettivi pubblici contrattualmente fissati dalle Regioni a Trenitalia. I ricavi da abbonamenti sovraregionali concorrono a determinare quell’equilibrio”.

A queste dichiarazioni dell’azienda guidata dal presidente Tiziano Onesti e dall’ad Barbara Morgante, Bonavitacola è duro: “Gli effetti sui bilanci di un’azienda che aveva sottoscritto contratti di TPL praticamente con tutte le Regioni italiane per un valore di corrispettivo, per le sole Regioni a statuto ordinario, di circa 2 miliardi di euro all’anno, sarebbero stati risibili e Trenitalia avrebbe evitato di trovarsi in questa incresciosa situazione. Purtroppo – ha ricordato il vicepresidente campano – proprio di recente abbiamo dovuto censurare un altro episodio di scarsa attenzione nei confronti dell’utenza di un servizio di natura pubblica”. Il riferimento è proprio agli aumenti comunicati da Trenitalia “senza alcun preavviso”, applicati agli abbonamenti sull’Alta Velocità. “In quel caso – ha concluso Bonavitacola – abbiamo ottenuto una parziale correzione dell’errore, con riduzione degli aumenti. Anche sulla vicenda delle anomale tariffe applicate sulle tratte sovraregionali occorre che Trenitalia corregga i propri errori, evitando di fare confusione e addossando ad altri le proprie esclusive prerogative aziendali e conseguenti responsabilità”.