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Economia

Brexit e sterlina debole pesano sui conti di Ryanair (-8%)

Nel terzo trimestre 2016 la compagnia low-cost registra un utile di 95 milioni di euro. Utili tra 1,30 e 1,35 miliardi di euro
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Redazione

Il referendum sulla Brexit e il conseguente indebolimento della sterlina è costato un -8 per cento a Ryanair. Il terzo trimestre dell’esercizio 2016/2017 della maggiore compagnia low-cost europea infatti ha registrato un utile di 95 milioni di euro tra ottobre e dicembre. Il vettore tra Regno Unito e Irlanda genera un quarto dei propri ricavi e attribuisce proprio alla svalutazione della sterlina parte del calo dei ricavi registrati lo scorso anno. Ryanair ha registrato comunque una crescita dei passeggeri nel periodo del 16 per cento. “Ci aspettiamo che l’incertezza post Brexit, la sterlina debole e il trasferimento di capacità di trasporto da Turchia, Egitto e Nord Africa a Spagna e in Portogallo continuino a mettere una pressione al ribasso sui prezzi per il resto di quest’anno” e nel prossimo esercizio fiscale, ha affermato l’ad di Ryanair, Michael O’Leary. “I nostri prezzi sono in calo più velocemente di quanto inizialmente previsto”, ha spiegato. A dicembre vettore ha registrato un debito netto di 576 milioni di euro. Ryanair ha destinato 1 miliardo di euro in investimenti, 800 milioni per il riacquisto di azioni proprie e 300 milioni per il ripagamento del debito. Nonostante i risultati deboli, il vettore ha confermato la guidance di un utile netto per l’intero esercizio tra 1,3 e 1,35 miliardi di euro e ha stimato per il quarto trimestre dell’esercizio fiscale al 31 marzo un calo delle tariffe del 15% dopo la flessione del 17% subita nel terzo nonché una persistente debolezza del dato considerando l’intero anno.