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Calabria

‘Ndrangheta, fondi Ue: ex dg Regione in carcere respinge accuse

Interrogatorio di garanzia per Vincenzo Caserta
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di N&C

Ha parlato, si è difeso dalla accuse che gli vengono mosse. Dal carcere di Vibo Valentia, dove giovedì scorso è stato tradotto dai carabinieri del comando provinciale di Catanzaro nell’ambito dell’operazione ‘Robin Hood’, Vincenzo Caserta, ex direttore generale del dipartimento regionale Lavoro, ha affrontato l’interrogatorio di garanzia. Assistito dagli avvocati Giancarlo Pittelli e Francesco Iacopino, Caserta ha chiarito la sua posizione fornendo dettagli utili a stabilire la rilevanza delle sue condotte “improntate al rispetto assoluto della legge”. L’ex dg del dipartimento Lavoro è accusato di abuso d’ufficio nell’ambito di una inchiesta mirata a far luce sulla distrazione di fondi comunitari destinati al ‘Credito sociale’ e che, secondo l’accusa, sono stati sottratti ai veri destinatari, le famiglie più disagiate, e adoperati per scopi personali. Un piano che sarebbe stato ben congegnato dall’ex assessore al Lavoro Nazzareno Salerno il quale avrebbe esercitato una pressione continua nei confronti dei dirigenti del proprio assessorato, per imporre scelte che gli avrebbero garantito ampia discrezionalità nella gestione del progetto Credito sociale e dei relativi fondi comunitari. Questo anche grazie alla presunta complicità di Vincenzo Caserta, all’epoca direttore generale reggente del dipartimento di riferimento dell’assessorato, e di Pasqualino Ruberto, all’epoca presidente della fondazione Calabria Etica. Per raggiungere l’obbiettivo e distrarre i fondi – hanno ricostruito i militari del Nucleo investigativo di Catanzaro e le fiamme gialle del comando provinciale di Vibo Valentia – era necessario esternalizzare il servizio, sottraendolo all’ente in house della Regione, Fincalabra. È sempre Salerno, rilevano gli investigatori, ad affidare la procedura per assegnare il servizio di esternalizzazione a Vincenzo Caserta, che gli inquirenti considerano la longa manus dell’ex assessore. A quel punto è Caserta ad affidare la gestione dello strumento di ingegneria finanziaria alla fondazione Calabria Etica (in realtà priva di competenze e dei requisiti per la gestione di uno strumento finanziario di microcredito). In otto giorno da Calabria Etica il servizio passa alla esterna Cooperfin. Queste le fasi salienti dell’illecito ricostruite meticolosamente dagli inquirenti. Sabato Vincenzo Caserta ha fornito la sua versione dei fatti e dettagli utili a chiarire la sua posizione all’interno dell’ingranaggio sull’affaire ‘Credito sociale’.