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Politica, Conti pubblici

Ue, tra Gentiloni e Padoan piena sintonia: sì a rispetto regole ma senza effetti depressivi su crescita

Dal Cdm via libera al dl sul terremoto. "Non abbiamo un conto esatto dell'ammontare delle risorse" stanziate ma "sono molto consistenti", dice il premier
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Redazione

“Siamo convinti che le risposte che abbiamo dato nel corso di questi anni e da ultimo la lettera di ieri siano in linea con il rispetto delle regole ma senza prendere decisioni che possano avere effetti depressivi sulla nostra economia e sulla crescita”. Così il premier Paolo Gentiloni interviene sulla risposta che ieri l’Italia ha trasmesso alla Ue replicando alla richiesta europea di aggiustamento dei conti pubblici per il bilancio 2017. In piena sintonia con il ministro Padoan che stamattina aveva twittato: “Nessuna #manovra estemporanea: riduciamo il debito nel nostro interesse con una strategia che protegge la crescita”. “Non descriverei questa questione della procedura di deficit come un commissariamento”, aggiunge il premier, “non lo dico per sottovalutarne le implicazioni. Non siamo in quella procedura in cui sono tanti altri paesi e abbiamo deciso di rispettare le regole”. Intanto dal Consiglio dei ministri è arrivato il via libera al decreto legge sul terremoto. “Non abbiamo un conto esatto dell’ammontare delle risorse” stanziate ma “sono molto consistenti, di diverse centinaia di milioni”, dice il presidente del Consiglio in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Nella lettera del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a Bruxelles, ricorda Gentiloni “abbiamo parlato di ulteriori risorse” per fronteggiare l’emergenza terremoto: “Si parla di almeno 1 miliardo che nel prossimo periodo sara’ necessario”. Tutte le istituzioni coinvolte, compresa la Ue, dice Gentiloni, devono avere la consapevolezza della gravità di quello che è accaduto e della necessità di dover rispondere in modo adeguato. Intanto però “non possiamo aspettare chissà quali superiori decisioni, ci prendiamo le nostre responsabilità e rispondiamo nel modo migliore possibile”.

Credo che l’Italia “non dimentichera’ questo colpo che e’ stato inferto a una parte cosi’ rilevante del nostro territorio ma, oltre a non dimenticare, deve reagire con decisione”. E dunque: “Dobbiamo accelerare sui problemi e sui rischi di strozzature burocratiche per i territori. Dobbiamo evitare il crearsi di strozzature e, se possibile prevenirle”. Il decreto, ha spiegato il premier, prevede misure di “semplificazione e velocizzazione procedurale” per alloggi temporanei, per realizzare le nuove scuole. E ancora: norme sulla cassa integrazione, sulla busta paga pesante, sulla lotta alla poverta’, sulla sospensione del pagamento dei tributi, sulle agevolazioni fiscali, sul sostegno alle imprese e al sistema produttivo. All’ennesima domanda sulla durata del governo dice che: “La durata del governo per definizione non la decide il capo del governo: spetta al Parlamento, al presidente della Repubblica, alla dialettica tra le forze politiche alle quali guardo con il massimo rispetto”. E sul ministro Carlo Calenda che ha detto che la legislatura dovrebbe arrivare a scadenza naturale risponde: “La sua posizione è personale, certo non impegna il governo e il suo presidente”.

La lettera di risposta italiana alla richiesta Ue di aggiustamento dei conti pubblici pari allo 0,2% del Pil nel bilancio 2017 è stata spedita ieri sera. Il Ministro Padoan – si legge in una nota del Mef – “ha trasmesso alla Commissione europea il ‘Rapporto sui fattori rilevanti’ che influenzano la dinamica del debito pubblico italiano, alla luce dei quali i risultati raggiunti possono essere considerati più che soddisfacenti”. In merito al presunto scarto tra il saldo di bilancio previsto per il 2017 dal Governo e il margine ritenuto necessario dalla Commissione onde ridurre progressivamente il debito pubblico, con la lettera di accompagnamento al Rapporto il Ministro indica le iniziative di politica economica capaci di colmare questa eventuale differenza. “Nell’ambito del lavoro di definizione della politica economica di medio periodo, e quindi in vista del DEF, il Governo prenderà tra l’altro provvedimenti di contrasto all’evasione fiscale in continuità con quelli già adottati nel recente passato, estendendone la portata, e di riduzione della spesa, anche grazie alla nuova modalità di costruzione del bilancio dello Stato entrata in vigore con la riforma completata nel 2016”. Tra questi provvedimenti ci sono tagli di spesa limitati, per meno di 800 milioni di euro, con una prima riduzione delle agevolazioni fiscali, e nuove entrate soprattutto grazie alla lotta all’evasione e un ritocco delle imposte indirette, come le accise. “La correzione strutturale necessaria per riprendere il percorso di avvicinamento al pareggio di bilancio”, sarà composta “per un quarto da tagli di spesa e per il resto da nuove entrate”. Il 90 per cento dei tagli riguarderà i consumi intermedi della pubblica amministrazione, il resto deriverà da una riduzione di detrazioni, deduzioni e agevolazioni fiscali. Sul fronte delle entrate, lo sforzo di aggiustamento includerà misure sul fronte della “tassazione indiretta”, “le accise e un ulteriore rafforzamento delle politiche recentemente adottate, con risultati positivi, per migliorare l’adesione agli obblighi fiscali”. Ma a quanto pare Bruxelles non è rimasta convinta dalla risposta italiana riscontrando un margine di ambiguità nella lettera. Dunque lo spettro della procedura d’infrazione europea per il mancato rispetto della regola del debito si agita più che mai.