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Calabria

Vibo, meningite: muore 50enne

L’uomo ricoverato a Lamezia poi trasferito. Asp: nessun allarme
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di N&C

Meningite da meningococco. Questa la causa della morte per un imprenditore 50 enne di Lamezia Terme. L’uomo è morto all’ospedale di Vibo Valentia, venerdì scorso, dopo 15 giorni dal primo malore che lo aveva colpito. Inizialmente, viste le condizioni del paziente, era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Lamezia Terme per una sospetta meningo-encefalite. La puntura lombare aveva subito messo in evidenza la presenza del cosiddetto “liquor torbido”, segno di una infezione in corso. Secondo quanto riportano le informazioni in possesso dell’Asp di Catanzaro, il paziente è stato immediatamente trattato con terapia da meningococco, in attesa delle analisi di laboratorio inviate al Pugliese Ciaccio di Catanzaro. Ripresosi parzialmente, dopo le cure effettuate in Rianimazione, si è posto il problema di un ricovero in un reparto di Malattie infettive. Impossibile effettuare il ricovero a Lamezia Terme visto che la struttura, dati gli ultimi decreti commissariali, è stata declassata da complessa a semplice con pochi posti letto aggregati al reparto di Medicina. Lamezia, quindi, non è dotata di una struttura complessa di isolamento, che un caso come quello del 50enne richiedeva. “Il paziente ha ricevuto tutte le cure previste, è stato visitato da neurologi e virologi – afferma il direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Giuseppe Perri –, tanto da essere messo in condizione di lasciare il reparto di Rianimazione. Inoltre è stata immediatamente fatta segnalazione all’ufficio di Igiene pubblica e sono stati sottoposti a profilassi tutti i contatti del paziente e il personale che lo ha assistito”. Unico ricovero possibile per curare la grave infezione dell’imprenditore lametino è stato al reparto di Malattie infettive di Vibo Valentia, dove l’uomo, purtroppo, è deceduto. “Non sappiamo se il caso di meningite che ha colpito un nostro molto ben voluto concittadino avrebbe avuto comunque l’esito letale che ha avuto, ma una cosa è sicura: la recente concomitante chiusura dei gloriosi reparti di Malattie infettive e di Microbiologia e Virologia del nostro ospedale ha fatto sì che la diagnosi di meningite da meningococco sia intervenuta con un colpevolissimo ritardo di circa due settimane e solo a ridosso della sua morte”, scrive in una nota il comitato ‘Salviamo la sanità del Lametino’ che si batte contro il declassamento del nosocomio della Piana. Qui il reparto di Malattie infettive è stato declassato e Virologia e Microbiologia non sono più struttura anche se continuano a operarvi un medico, due biologi e i tecnici. A Catanzaro, invece, i primariati di Microbiologia e Virologia sono due, uno al Pugliese e uno al Mater Domini. “Per noi questo è davvero troppo – prosegue la nota del comitato -. Ci sembra tempo di reagire con forza e con ogni mezzo legale contro chi pensa, programma ed esegue i tagli nella sanità badando agli interessi dei poteri forti o di chi lo ha nominato e non alla salute ed alla vita dei calabresi. La decisione di mantenere ben due reparti di Malattie Infettive e due reparti di Microbiologia e Virologia a Catanzaro, chiudendo i corrispondenti reparti di Lamezia, non risponde infatti a nessun criterio scientifico, epidemiologico o di bacino d’utenza. E allora chi si è assunto queste gravi responsabilità è giusto che questa volta, se ha sbagliato, paghi. Oltre ad informarne chi ha il dovere di intervenire, siamo disponibili ad offrire alla famiglia del nostro sventurato concittadino, se la vorrà, assistenza legale e medico-legale gratuita per tentare di fare in modo che tristi vicende come queste non abbiano più a ripetersi con nessun’altro paziente”. “Al momento non c’è alcun allarme. Il numero di casi di infezione da meningococco registrati nella provincia di Catanzaro, ed in generale in tutta la Calabria, rientra assolutamente nella media annuale nazionale”, ha assicurato il dg Perri.