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Economia, Ferrovie

Ferrovie, Gentile (Rfi): Con nuovo Codice Appalti irrigidimento e rallentamento attività negoziali appalti nel 2016

Dall’applicazione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa deriva “l’inutile allungamento sistematico dei tempi di gara” e un “dispendio di risorse”
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Alessandro Sperandio

Con l’emanazione del nuovo Codice degli Appalti si è registrato “un rallentamento delle attività negoziali per gli appalti di lavori nel corso del 2016”. È quanto ha spiegato Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) nel corso dell’audizione in commissione Ambiente alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato di attuazione e sulle ipotesi di modifica della nuova disciplina sui contratti pubblici. “A seguito dell’articolo 95 le stazioni appaltanti procedono alla aggiudicazione degli appalti sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (Oepv)” e ciò limita “fortemente l’utilizzo del criterio del prezzo più basso”. Dall’applicazione sistematica del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa deriva “l’inutile allungamento sistematico dei tempi di gara” osserva Gentile e un “dispendio di risorse nella gestione dei numerosi appalti (forniture lavori e servizi) che, “sulla base di specifiche tecniche progetti esecutivi già puntualmente definiti non ne richiederebbero l’applicazione”.



In sostanza, ha sottolineato Gentile, “l’introduzione del nuovo Codice appalti ha determinato un generale prolungamento e irrigidimento della gestione delle attività negoziali con livelli progettuali minimi posti a base di gara per gli appalti di lavori”. Questo proprio attraverso il sistematico ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’aggiudicazione, i maggiori adempimenti amministrativi e di pubblicità in tutte le fasi di gara, i livelli progettuali minimi posti a base di gara per gli appalti di lavori, la necessità di verificare sistematicamente l’anomalia delle offerte, la gestione complessa del subappalto e l’avvalimento. Da qui ne derivano una serie di proposte suggerite dal numero uno di Rfi come l’elevazione “fino a soglia comunitaria” della possibilità di affidare con il “criterio del prezzo più basso” gli appalti di lavori le cui caratteristiche siano già compiutamente definite nella progettazione esecutiva; la definizione puntuale del concetto di “caratteristiche standardizzate dei materiali”; la definizione di un “elenco puntuale degli atti da pubblicare” che si ritengano effettivamente necessarie a tutelare la trasparenza della stazione appaltante; e le limitazioni a “un’unica piattaforma” per la pubblicazione.



Non solo. Secondo Gentile sono necessari anche altri interventi. Per esempio la possibilità di rimandare la verifica del possesso dei requisiti dei subappaltatori alla successiva fase di autorizzazione del subappalto. Mentre nei confronti della necessità di verificare sistematicamente l’anomalia delle offerte andrebbe effettuata una “revisione” dei metodi individuati con eventuale reinserimento della facoltà prevista precedentemente “per i settori speciali di individuare criteri alternativi”. E ancora: una riduzione dei termini per trasmettere i giustificativi e un’anticipazione mediante busta dei giustificativi dell’offerta, separata dall’offerta stessa. Infine, l’ad di Rfi ha suggerito la possibilità di “rimandare la verifica dei requisiti dei subappaltatori alla fase esecutiva” e di favorire un adeguato livello di concorrenza prevedendo la possibilità che lo stesso subappaltatore “sua indicato da più di un concorrente”.