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Agroalimentare

Zootecnia, Associazione mantovana allevatori: Segnali positivi nel primo semestre 2017

Zootecnia, Associazione mantovana allevatori: Segnali positivi nel primo semestre 2017
fonte: AGV NEWS/AGRICOLAE
di Agricolae

“È molto complesso fare previsioni di mercato e ancora più azzardato è spingersi oltre il primo semestre 2017, ma possiamo prevedere per il settore lattiero caseario un andamento sostanzialmente positivo, come il contratto interprofessionale in vigore fino ad aprile conferma”.Lo dice, nell’ultimo giorno di Bovimac 2017 di Gonzaga (24ª mostra bovina d’inverno e 21ª rassegna delle macchine e attrezzature per l’agricoltura e la zootecnia), il presidente dell’Associazione mantovana allevatori, Roberto Chizzoni.

Il mercato di questi giorni sembra proprio confermare che l’accordo fra Lactalis e i produttori di latte alle cifre di 37 centesimi al litro per gennaio, 38 per febbraio e 39 per marzo e aprile è allineato ai listini (38,50 €/100 kg sulla piazza di Verona lo scorso 16 gennaio, il 20,8% in più rispetto a 12 mesi fa).

Una prudente fiducia che potrebbe protrarsi almeno fino a giugno, nonostante appaia molto probabile che domani a Bruxelles il commissario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan, annunci al Consiglio Agrifish l’intenzione di smantellare gli aiuti anticrisi per la ripresa appunto dei prezzi del lattiero caseario.

“Da un confronto con Clal.it – dichiara Chizzoni – sarà fondamentale mantenere in equilibrio le produzioni di latte e, allo stesso tempo, incrementare le esportazioni, magari con programmi di promozioni che raggiungano i consumatori raccontando la qualità e le peculiarità dei nostri grandi formaggi, a partire dal Grana Padano e dal Parmigiano-Reggiano”.

Incrementare l’export e non eccedere con le produzioni sembrano essere le due strade da percorrere, anche alla luce delle scorte di polvere di latte che l’Unione europea ha accumulato negli ultimi mesi, proprio per soccorrere i produttori, e che non si riesce a smaltire. Un segnale, in questa direzione, lo ha dato la terza asta sul latte in polvere, andata deserta.

Anche l’export richiederà un impegno supplementare. “Possiamo contare su prodotti di grande qualità, con un notevole valore aggiunto – ricorda il presidente dell’Ama -. Però è anche vero che dobbiamo selezionare i mercati mondiali che riconoscono le caratteristiche dei nostri prodotti straordinari e sono disposti a pagarli”.

Con riferimento agli scambi internazionali rimane l’incognita del protezionismo. Gli annunci del Buy American del neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, quali effetti avranno su un mercato potenzialmente in crescita per l’Unione europea e per l’agroalimentare italiano?

“È prematuro ipotizzare adesso quali saranno i rapporti con gli Usa, che riguarderanno non solo l’Italia, ma tutta l’Unione europea – afferma Chizzoni -. L’auspicio è che si raggiunga un punto di incontro per tutelare le nostre produzioni a Denominazione di origine protetta, per tutelarle da una concorrenza sleale e da un fenomeno di Italian sounding che sembrano essere in crescita e sempre più aggressivi in alcuni contesti”.

Proprio con riferimento al comparto lattiero caseario, l’etichettatura sarà certamente un aiuto per informare un consumatore sempre più esigente e attento a elementi quali la sostenibilità ambientale, la salubrità dei prodotti, il benessere animale, la specificità.

Anche per la suinicoltura l’Associazione mantovana allevatori, che tra le proprie fila vanta il neo-eletto presidente dell’Anas, Thomas Ronconi, preconizza un semestre sostanzialmente senza scosse.

“Secondo quanto affermano gli analisti, il 2017 potrebbe essere ancora una volta l’anno della Cina, le cui importazioni crescenti hanno salvato la zootecnia comunitaria – ricorda Chizzoni -. Non dimentichiamo che i prezzi del latte e dei suini hanno ripreso la corsa nella seconda metà dello scorso, anno proprio per l’aumento dell’import deciso da Pechino. Dovrebbe essere così anche nel 2017, secondo le stime di Rabobank, nonostante una possibile, ma lieve, diminuzione dei prezzi nel settore suinicolo”.

Attualmente la carne bovina vive un mercato stabile, con timidi segnali di ripresa. “Bisognerà capire quali effetti avranno le recenti intese che riaprono i flussi commerciali fra Irlanda e Stati Uniti e tra Francia e Stati Uniti – frena il presidente Chizzoni . E sempre rimanendo nell’ambito delle intese internazionali, sarà tutt’altro che secondario capire se l’Unione europea arriverà a un accordo con l’area sudamericana del Mercosur e con quali risvolti nel campo dei bovini da carne”.

I cereali hanno perso terreno nel 2016 e il futuro sarà influenzato, come in passato, dall’andamento del greggio. I futures del Chicago Board of Trade segnano un rialzo in vista. Una notizia non particolarmente positiva per tutti quegli allevatori che acquistano cereali per l’alimentazione dei propri animali.