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Calabria

Reggio Calabria, arrestati due scafisti

Avrebbero gestito l’arrivo di un’imbarcazione proveniente da coste libiche
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di N&C

La Squadra mobile di Reggio Calabria ha sottoposto a fermo 2 cittadini extracomunitari, di origine nigeriana, indiziati di essere stati al comando dell’imbarcazione sulla quale viaggiavano dei migranti sbarcati al porto di Reggio nella mattina del 15 gennaio. Ai due fermati, Peter Samuel e Innocent Usunobun, entrambi di 28 anni, la Dda ha contestato i delitti di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, essendosi associati tra loro e con altri soggetti allo stato non identificati, al fine di commettere una serie indeterminata di delitti volti a procurare l’ingresso illegale nel territorio dello Stato Italiano, avvalendosi di mezzi di trasporto terreste e navale, con ripartizione di ruoli e compiti, allo scopo di: reclutare soggetti interessati ad entrare illegalmente, via mare, in Italia, dietro pagamento di somme di denaro (corrispettivo del prezzo del viaggio); organizzare ed eseguire, unitamente ad altri soggetti, in tutte le fasi, il successivo trasferimento verso l’Italia, attraverso una rete organizzativa costituita da uomini e mezzi di trasporto terrestri, per raggiungere le località di mare di partenza (coste libiche) e navali per effettuare la traversata del Mar Mediterraneo in direzione delle coste italiane; assumere – i soggetti stranieri sottoposti a fermo di indiziato di delitto – il ruolo di scafista e/o addetto al governo dell’imbarcazione utilizzata per il trasferimento in Italia degli immigrati clandestini. Nello specifico, dalla ricostruzione dei fatti operata dai poliziotti della Squadra Mobile, è emerso che i migranti che erano a bordo dell’imbarcazione di soccorso, un barcone in legno, dopo aver pagato un’ingente somma di denaro agli organizzatori del viaggio, sono partiti dalla Libia, per la precisione da Sabratha, circa 5 ore prima di essere soccorsi. Il tutto, con insufficienti scorte di cibo ed acqua ed in precarie condizioni igienico-sanitarie. Nel corso delle attività investigative, inoltre, è stato sequestrato materiale ritenuto utile per il prosieguo delle indagini, al fine di identificare gli organizzatori, i finanziatori e gli altri complici del traffico di esseri umani. Il gip del Tribunale di Reggio ha disposto per i due fermi la misura cautelare di custodia in carcere.