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Campania, Politica

Napoli, Lebro: “Cooperare con i 92 sindaci della Città metropolitana. Dialogo con tutti al di là delle posizioni personali”

Il vicesindaco dell'ente: "La Regione co-pianifichi con noi. Metodo De Vincenti sia modello"
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Redazione Campania

“Da settembre stiamo costruendo le premesse per un grande piano strategico. La Città metropolitana deve essere vissuta come un ente amministrativo, che si basa sulla collaborazione di tutti ed è per questo chiedo ai sindaci di essere presenti alle assemblee. Partecipi anche chi non si riconosce in questa Riforma. La vera sfida è far capire ai comuni che da qui possono nascere risorse e non certo un freno”. Lo ha dichiarato a Il Velino, David Lebro, vice sindaco della Città metropolitana di Napoli e consigliere del Comune partenopeo. “La città metropolitana – ha spiegato – è un ente secondo livello, un organo amministrativo, non certo politico, l’obiettivo, così come pensato dal legislatore, deve essere quello di fornire servizi ai comuni. Rispetto alla provincia è una struttura più snella. Noi abbiamo la possibilità di unire le zone Asi, Caivano, Acerra, Afragola, alle aree museali, monumentali di Pompei, Ercolano, fino alle straordinarie linee di costa, che ci collegano a zone altamente turistiche come Sorrento e Castellammare. Su tutto questo serve una visione d’insieme, una cooperazione. Dobbiamo rilanciare anche siti bellissimi, che troppo spesso vengono dimenticati. Pensiamo a Portici, la Reggia, e il bosco che collega il mare al Vesuvio”. Sono tanti dunque i progetti del vice sindaco, e poca la collaborazione con gli altri comuni: “Siamo consapevoli di avere di fronte una pianificazione complessa e partiamo da zero, sarò sincero, questo non mi spaventa, perché credo che sia meglio partire da una tela bianca, piuttosto che un piano sbagliato”. “Abbiamo grandi responsabilità e fino ad ora ci stiamo concentrando soprattutto sulle scuole e le strade. Gli edifici scolastici hanno bisogno di cure continue. Incontro quasi quotidianamente i presidi e mi presentano tutti le stesse problematiche: poche, pochissime risorse. Abbiamo strutture obsolete e pericolose, facciamo il possibile, ma sono sicure? E poi servono investimenti per progetti, per recuperare i minori in difficoltà, i soldi non bastano mai”. Criticità gravissime ci sono anche nel settore dei trasporti: “Purtroppo siamo con le mani legate. Vede, ci sono troppe società, troppe teste, la Regione ha responsabilità su certe linee, il Comune su altre, secondo me per risolvere definitivamente i problemi dovremmo costituire un’unica holding. Così si potrebbe realizzare un vero e proprio sistema di trasporto unendo le linee metropolitane, ai bus dal centro di Napoli a tutti i comuni del napoletano”. Ciascuna di queste società ha debiti, crisi di personale, zero investimenti: “Pensiamo all’Eav – ha aggiunto – tropi soldi solo lì. Al governo nazionale, la Regione avrebbe dovuto chiedere più risorse e risolvere questo medioevo con cui abbiamo a a che fare. A partire dai treni vecchi della Linea 2 su cui i disabili non possono salire, alle corse ogni 12 minuti della Linea 1 che fanno tanto infuriare i passeggeri. Se tutto resta così, come può cambiare il sistema?”. “Stessa situazione quella ambientale. Con governo e regione dobbiamo co-pianificare. Sui dati non ottimali della raccolta differenziata non possiamo nasconderci, è una questione di civiltà, ma noi siamo d’accordo con la Regione solo che manca il dialogo. Per fare meglio bisogna investire”. Sui siti per il compostaggio? “Vedremo. Il problema è che sui temi più importanti la Regione non ascolta e lo stesso fanno i 92 comuni”. Insomma il problema è tutto politico: “L’ambizione di questo palazzo è interloquire con tutti i 92 sindaci, ma c’è poca attenzione e non accettazione della Riforma Perché si registra bassa presenza dei sindaci alle assemblee? Per la bassa organizzazione politica. Siano più responsabili i 92 sindaci e ci chiamino, siamo pronti ad ascoltare, critiche comprese. Che modello seguire? Quello che abbiamo condiviso con il ministro De Vincenti: discutere, trovare soluzioni al di là delle posizioni personali o politiche”.