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Politica, Centro Italia in ginocchio

Farindola, numerosi morti all’interno dell’albergo travolto da una slavina

I mezzi di soccorso ostacolati da un muro di neve, il soccorso alpino il primo a raggiungere l'albergo Rigopiano. Alle 9.30 del mattino è stata estratta la prima vittima, un uomo. L'albergo ospitava circa 20 persone, più 7 membri del personale
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Daniel Mosseri

Si conterebbero numerosi morti fra le persone rimaste bloccate nell’albergo Rigopiano di Farindola, situato a 1.200 metri di quota nel cuore del Gran Sasso. Nel corso della notte la struttura è stata travolta da una slavina, un muro di neve franato sull’albergo a causa delle nuove scosse di terremoto registrate nel corso dell’ultima notte. L’albergo, spostato di alcuni metri dalla forza della neve, è in parte crollato mentre l’accesso è reso difficile dai cinque metri di neve precipitati sull’area. La situazione della viabilità è tale che il soccorso alpino è riuscito a raggiungere l’hotel solo con gli sci mentre più lentamente i mezzi di soccorso stanno spalando la neve per fare spazio ai mezzi dei vigili del fuoco e alle ambulanze. Attorno alle 9.30 del mattino è stata estratta la prima vittima, un uomo. L’albergo ospitava circa 20 persone (due probabilmente i bambini). Nella struttura si sono anche 7 membri del personale. In tutto 27 persone: i soccorritori hanno al momento messo in salvo due persone, Giampiero Parete e Fabio Salzetta. I due al momento dell’incidente erano all’esterno della struttura. La giornata di ieri si è aperta con una serie di scosse, quattro delle quali superiore ai 5 gradi di magnitudo con epicentro a Montereale, in Abruzzo, località già distrutta da un terremoto nel lontano 1703. Ieri si contavano già un morto, un 83enne di Castel Castagna (Teramo), e un disperso a Castiglione Messer Raimondo nell’Aquilano. In uno dei suoi aggiornamenti l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) rileva che gli eventi sono stati localizzati “in un’area lunga circa 10-15 km in direzione appenninica e larga circa 5-6 km che si trova in una zona a pericolosità sismica molto alta, compresa tra l’area interessata dalla sequenza sismica del 2009 e la parte meridionale della sequenza sismica iniziata il 24 agosto scorso in Italia centrale”. Il centro Italia resta piegato dalla micidiale combinazione di gelo e terremoto. Decine di migliaia di persone restano senza corrente da quattro giorni, da ben prima, cioè dell’inizio del nuovo sisma. Intrappolati nei paesini di montagna, gli allevatori non possono raggiungere greggi e mandrie e i danni economici per il comparto zootecnico si annunciano molto elevati.