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Agroalimentare

Lombardia, al via il dialogo per rilanciare il settore Primario delle Alpi

Lombardia, al via il dialogo per rilanciare il settore Primario delle Alpi
fonte: AGV NEWS/AGRICOLAE
di Agricolae

“Credo che Lombardia e le Province autonome di Trento e Bolzano possano trovare una sinergia molto forte per l’agricoltura di montagna, per la tutela del territorio, la promozione dei prodotti identitari del territorio, la caccia”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, in un vertice con i colleghi assessori delle Province Autonome di Trento, Michele Dallapiccola, e Bolzano, Arnold Schuler. I tre delegati all’Agricoltura hanno ipotizzato un nuovo incontro entro la prima meta’ di febbraio per definire linee strategiche comuni. L’incontro e’ stato inoltre l’occasione per visitare realta’ significative del territorio bolzanino: la cooperativa lattiero casearia Brimi e la cooperativa di raccolta mele Melix, entrambe a Varna, nella Valle d’Isarco, e il centro di sperimentazione agraria e forestale ‘Laimburg’ a Vadena.

AGRICOLTURA DELLE ALPI – “L’agricoltura delle Alpi, pur con caratteristiche specifiche e identitarie molto ben definite, ha tratti comuni – ha riconosciuto l’assessore lombardo Fava – e credo che sia giunto il momento di porre le basi per un’intesa generale e un coordinamento operativo sulle politiche dell’arco alpino, coinvolgendo i colleghi del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, della Valle d’Aosta, del Piemonte e della Liguria e di quanti aspirano a individuare progetti in grado di valorizzare il settore primario delle Alpi”. Un’alleanza che sara’ anche di ordine politico, per sostenere azioni comuni rispetto a tematiche da affrontare nell’ambito della Conferenza delle Regioni.

EUSALP – L’assessore Fava ha ipotizzato inoltre un coinvolgimento dell’area alpina del Nord in chiave internazionale, attuando sinergie strette anche nel progetto Eusalp, del quale Regione Lombardia e’ al momento coordinatrice.

AUMENTARE COLLABORAZIONE – “Vogliamo aumentare la nostra collaborazione nell’ambito dell’agricoltura di montagna dell’arco alpino – ha confermato Arnold Schuler, assessore all’Agricoltura della Provincia di Bolzano -. Con i colleghi dell’Austria e della Germania siamo gia’ in stretta comunicazione, ora cerchiamo di ampliare e approfondire lo scambio con i colleghi del Nord Italia”. La volonta’ di collaborare e’ stata accolta con entusiasmo e grande disponibilita’ anche da parte dell’assessore all’Agricoltura della Provincia di Trento, Michele Dallapiccola.

LE REALTA’ VISITATE – La cooperativa lattiero casearia Brimi di Varna e’ nata nel 1969 dalla fusione dei Centri latte di
Bressanone e Sciaves. Nel 1978 ha iniziato la produzione della mozzarella, oggi divenuta il core business dell’azienda con 14.000 tonnellate prodotte ogni anno. I soci della cooperativa sono 1.250 allevatori, che conferiscono circa 100.000 tonnellate di latte, pari a un quarto del latte prodotto in tutto l’Alto Adige. Dopo Lactalis e Granarolo, Brimi e’ la terza realta’ in Italia per la produzione di mozzarella, alla quale sono affiancati altri prodotti, dal latte alla ricotta, dal mascarpone al burro, per arrivare alla panna, tutti anche nelle varieta’ biologiche. Il fatturato 2016 ha toccato gli 85 milioni
di euro, con una quota export pari al 16% del valore.



La cooperativa Melix e’ nata nel 1944 e conta oggi 181 soci su 640 ettari di terreno; e’ l’unica cooperativa di frutticoltori
della Valle d’Isarco. Melix fattura circa 25 milioni di euro e ha una spiccata vocazione all’export. Solo in Nord Africa, ad
esempio, va il 35% della produzione, ma le mele raggiungono anche l’India. Negli ultimi sette anni la cooperativa ha
investito per ampliamenti e innovazione intorno ai 15 milioni di euro, costruendo un impianto fotovoltaico da 2 Megawatt e un magazzino rialzato con una capacita’ di 13.000 tonnellate.



La sfida per il futuro e’ convincere i produttori a convertire la
produzione verso varieta’ di mele rosse, maggiormente richieste dal mercato. Laimburg e’ il centro di sperimentazione agraria e forestale, nonche’ sede di rappresentanza della Provincia autonoma di Bolzano. Costruito nel 1975 e’ oggi diretto da Michael Oberhuber e si occupa di agricoltura di montagna, piante, ecosistema, foraggicoltura, frutticoltura e vitivinicoltura ed enologia. La cantina e’ stata costruita nella roccia in 100 giorni e ospita prestigiosi vini dell’Alto Adige e vini prodotti dalla scuola sui quali si svolgono ricerche sul prodotto, a partire dai vitigni autoctoni.