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Terzo Settore, WWF

Nell’ondata di gelo le Oasi Wwf rifugio sicuro per animali

Neve e laghi ghiacciati hanno cambiato lo scenario nelle riserve dove l’associazione ha predisposto alcune mangiatoie invernali per piccoli uccelli e per le anatre. Nei giorni scorsi chiesta anche la sospensione dell’attività venatoria nelle regioni colpite dalle forti nevicate e ondate di gelo, soprattutto quelle del centro-sud, segnalando il buon esempio della regione Puglia che ha vietato l’attività venatoria nei giorni 6-7-8 gennaio.
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Vita

Scenari insoliti nelle oasi Wwf. Da nord a sud, infatti, l’ondata di gelo che ha attraversato l’Italia ha portato neve, ghiaccio e freddo polare. Le riserve dell’associazione si presentano quindi con un “abito” invernale in molti casi raro. Nell’Oasi Vasche di Maccarese nel Lazio ci sono laghi ghiacciati dove volpoche e avocette pattinano sul ghiaccio, lo stesso capita nello specchio d’acqua ghiacciato dell’Oasi Pantano del Pignola, in Basilicata, dove gli uccelli, soprattutto folaghe insieme a una coppia di cigni, si sono radunati nella parte centrale del lago ancora libera.

A nord, nell’oasi di Valle Averto, i laghi ghiacciati hanno spinto gli uccelli a spostarsi in altre aree, lo stesso è accaduto nel Lago di Alviano sul fiume Tevere e nell’Oasi di Ripabianca di Jesi nelle Marche. Nella Riserva naturale di Guardiaregia – Campochiaro, comprensorio del Matese molisano, l’area montana è sommersa da un metro di neve, un evento – segnala Wwf in una nota – comunque non insolito. Mentre l’Oasi degli Astroni, nei Campi Flegrei, mostra un inusuale bosco innevato.

Nel leccese la forte ondata di gelo ha colpito anche l’Oasi delle Cesine (nella foto in apertura uno scorcio): le forti nevicate nella regione hanno reso suggestivo il paesaggio creando però qualche disagio. L’ultima nevicata di queste proporzioni si è verificata nel 1957, ma quella di questi giorni, sia per durata che per quantità, è sicuramente più importante con punte di neve alta fino a 25 centimetri. Qui il Wwf si è attivato subito per venire incontro alle difficoltà che interessano prevalentemente i piccoli passeriformi, come cince, passeri, pettirossi, depositando su davanzali coperti mix di granaglie insieme a pezzetti di frutta. Messa in sicurezza anche delle api con protezioni per ogni arnia.

Nelle paludi invece nessun disagio particolare per gli animali che in questo periodo sono numerosi. In queste condizioni meteo, infatti, la fauna si muove in cerca di luoghi più accoglienti e nello spostarsi lascia “segni” del suo passaggio.
È così possibile seguire anche le specie più rare, come lupi e orsi, e anche avvistarle. In generale, l’inverno è una stagione straordinaria per ammirare la Natura e i suoi adattamenti. In questi giorni migliaia e migliaia di uccelli frequentano le aree umide protette dal Wwf. Per aiutare gli “ospiti” animali l’associazione ha predisposto alcune mangiatoie invernali per piccoli uccelli e per le anatre. Nelle oasi la fauna viene comunque monitorata per eventuali interventi in caso di animali in difficoltà.

«Le temperature polari dell’inverno dovrebbero essere la norma, non l’eccezione ma in alcune zone, a volte forse sopraffatte dall’improvviso mutamento meteo, il fatto viene vissuto come straordinario», ha dichiarato Antonio Canu, presidente di Wwf Oasi. «Certamente si stanno verificando fenomeni locali non frequenti. In natura comunque freddo e neve fanno parte del ciclo naturale e in tal senso le specie animali e vegetali si sono adattate ad affrontarli. Se in certe condizioni si verifica un impatto sugli animali ciò è dovuto al fatto che le condizioni naturali sono state in qualche modo alterate dall’uomo. In generale nelle Oasi si interviene quando è necessario per trattenere quegli animali che in cerca di cibo, potrebbero spostarsi in altre aree non protette o peggio, finire sotto i colpi dei cacciatori».
Qui una gallery con alcune delle immagini Wwf

Nei giorni scorsi il Wwf aveva chiesto la sospensione dell’attività venatoria nelle regioni colpite dalle forti nevicate e ondate di gelo, soprattutto quelle del centro sud, segnalando il buon esempio della regione Puglia che ha vietato l’attività venatoria nei giorni 6-7-8 gennaio. In inverno in genere gli animali devono spendere le poche energie residue per nutrirsi e difficilmente riescono a trovare anche la forza per sfuggire al piombo dei cacciatori. La legge 157/92, che tutela la fauna selvatica e disciplina le attività venatoria, prevede il divieto di “cacciare su terreni in tutto o parte coperti da neve” (tranne che nella zona alpina), e sugli specchi d’acqua ghiacciati: una misura che l’associazione continua a chiedere con forza.