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Campania, Cultura

Cultura, classifica Artribune: Felicori miglior direttore italiano: “recupero Reggia di Caserta con scelte impopolari e piglio deciso”

Nel 'best 2016' anche la mostra del Madre dedicata a ‘Fabio Mauri'
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di Redazione Campania

Se da un lato, Milano si conferma l’unica città italiana in grado di competere internazionalmente, ricca di progetti e nuovi spazi dedicati alla cultura con il ‘Miglior museo in Italia’, Napoli e la Campania, reggono il confronto con il Miglior direttore di museo in Italia, Miglior collezionista italiano e Miglior mostra in Italia. E’ questa la classifica pubblicata da Artribune che ha messo insieme le idee dei propri redattori e di un gruppo di contributors, mettendo in rete il consueto “best 2016”.  Miglior collezionista italiano è Maurizio Morra Greco “il collezionista napoletano è riuscito ad aggregare risorse pubbliche europee non indifferenti sull’edificio che ospita la sua Fondazione a Napoli e ha fatto partire un cantiere milionario che sta per partorire una struttura da migliaia di metri quadri nel cuore del capoluogo campano. Sarà lo spazio da tenere d’occhio nella seconda metà dell’anno”. “Se lo scorso anno è stato premiato il museo per il complesso del suo approccio al ruolo anche nel dialogo con l città, quest’anno il Madre di Napoli vince con ‘Fabio Mauri – a luce solida’, mostra dal taglio inedito, che presenta l’artista attraverso “metodo” e “pensiero”, veri protagonisti del percorso”. Ancora Napoli protagonista nella classifica ‘Miglior galleria d’arte italiana’: “il trentennale festeggiato dal napoletano Alfonso Artiaco – si legge nelle recensioni – sul finire dell’anno giunge solo a coronamento di un percorso galleristico che non subisce mai flessioni. Una finestra sul mondo arricchita dalle presenze in tutte le fiere d’arte mondiali che contano”. Infine, nel ‘best 2016’ c’è Mauro Felicori come ‘Miglior direttore di museo in Italia’. “In un panorama che per questa fattispecie offre un ampio spettro di scelta – si legge tra le critiche – da Bradburne a Brera a Schmidt agli Uffizi, Felicori si è fatto interprete del nuovo spirito del riformismo franceschiniano: con scelte a volte impopolari e piglio deciso verso i risultati, aiutati dal recupero di ampi settori della Reggia di Caserta dopo lunghi lavori di restauro”.