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Spettacoli

Rai3, “RegionEuropa” sull’Italia e i nuovi fondi europei

In onda domenica 8 gennaio alle 11.30
fonte: ilVelino/AGV NEWS
di com/onp

A che punto sono le regioni e le istituzioni locali italiane nell’acquisire i nuovi fondi europei disponibili già da due anni? Quali difficoltà hanno incontrato nel rendere operativi i finanziamenti in base alle nuove regole dettate da Bruxelles? Risponde Nicola de Michelis, capo di Gabinetto della Commissaria Europea agli Affari Regionali Corinna Cretu, nell’intervista che apre la puntata di “RegionEuropa”, il settimanale europeo della Tgr a cura di Dario Carella, in onda domenica 8 gennaio alle 11.30 su Rai3 e in live streaming sul web ai siti www.rainews.it/TGR e www.regioneuropa.blog.rai.it. “Le regioni italiane non sono in ritardo nella programmazione anche se lamentano più di burocrazia rispetto al passato – afferma De Michelis. – È vero, ma dobbiamo tenere conto che la Commissione Europea effettua controlli più stringenti sui progetti dei territori e questo nell’interesse di chi usa i fondi per fare realmente sviluppo e non per finanziare attività inutili o irrealizzabili come è accaduto in passato”.

Del resto sono gli stesi dati, come spiega il servizio di Antonio Silvestri, a dimostrare i passi avanti compiuti dai territori del nostro Paese nella gestione dei fondi europei. Il prossimo 31 marzo si chiude definitivamente il sipario sui Fondi della programmazione 2007 – 2013, dai cui si evince che la spesa dei Fondi, principalmente FESR e FSE, ha raggiunto circa il 90 per cento. E non è escluso che in queste ultime settimane ci sia un forte aumento. Nello stesso tempo, dopo i primi due anni di programmazione dei Fondi 2014 – 2020, si possono tracciare alcune tendenze che risentono di ritardi dovuti alla necessità, per gli stessi soggetti, di dedicarsi finora alla vecchia programmazione.

A “RegionEuropa”, inoltre, Matteo Lazzarini, segretario generale della Camera di Commercio Belgo Italiana di Bruxelles, la più attiva fra le Camere di Commercio nel settore dell’europrogrammazione, illustra verso quali settori si stanno indirizzando gli europrogetti locali: innovazione digitale, superamento del “digital divide” nelle zone svantaggiate territorialmente, progetti di “job active” per l’inclusione e la coesione sociale come la rete “Regal” promossa dalla regione Lombardia. Gli assessori regionali all’agricoltura Gianni Fara e Stefano Mai e uno dei dirigenti della Direzione Industria della Commissione Europea, Carlo Corazza, spiegano il valore di una filiera locale che mette in rete le fattibilità unitarie dei due territori del nord Italia: l’obiettivo, infatti, è sull’agroalimentare locale italiano. Dal rapporto Nomisma 2016 sulla cooperazione agricola e agroalimentare emerge come la formula cooperativa abbia consentito di affrontare il difficile periodo economico salvaguardando reddito e posti di lavoro, in particolare per quelle imprese che hanno trovato sbocchi all’estero e soprattutto fuori dall’UE. Per il Presidente dell’Alleanza Cooperativa Agroalimentare, Giorgio Mercuri, è importante che la qualità delle produzioni sia tutelata con i marchi Dop e Igp e diventa strategico che la Politica Agricola Comune dell’UE riconosca anche alle cooperative il ruolo di fulcro delle filiere agroalimentari. In conclusione del settimanale europeo della Tgr, nell’appuntamento con “Opportunità Europa” spazio al bando del Fondo Asilo migrazione e integrazione, a un’offerta di impiego come Amministratore al Comitato Economico e Sociale, e a un concorso per gli studenti delle secondarie per il sessantesimo dei trattati di Roma.